Il vertice dei cosiddetti “Volenterosi”, riunitosi il 17 aprile 2026 all’Eliseo, si è chiuso senza una dichiarazione formale a quattro. Ma il dato politico che emerge è chiaro: la costruzione di una regia europea sulla sicurezza internazionale è ormai avviata, seppur ancora incompleta.
A Parigi si sono ritrovati il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a una più ampia coalizione internazionale collegata da remoto.
Al centro, la crisi nello Stretto di Hormuz e la necessità di garantire la libertà di navigazione dopo la tregua tra Israele e Libano e la riapertura temporanea del passaggio.
La premier italiana Giorgia Meloni ha riassunto con efficacia i termini dell’incontro durante una conferenza stampa di poche ore fa. Ecco quanto ha dichiarato alla stampa.

Il tavolo dei Volenterosi riuniti all’Eliseo

«Una presenza navale internazionale a Hormuz potrà essere avviata solo quando saranno cessate le ostilità, e con una postura esclusivamente difensiva. poi c’è la questione dello sminamento».

«Nel quadro della pianificazione internazionale che stiamo portando avanti l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione unità navali, ovviamente sulla base della necessaria autorizzazione parlamentare, ma è un impegno in linea con quello che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione, ricordo le operazioni europee Atalanta, Aspides che vanta una presenza italiana importante in un’area attigua a quella di Hormuz e questo può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora».

«Quindi è stato un confronto molto produttivo e ciò dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale insieme ai suoi partner. E’ un’iniziativa che si inserisce in uno sforzo più ampio e che vede le nostre nazioni impegnate di fronte ad un ciclo di conflittualità che si ripropone costantemente, non coinvolge solo il Madio Oriente, ma l’Ucraina e tanti altri fronti».

«Per quel che ci riguarda – ha concluso Giorgia Meloni -faremo tutto il possibile per sostenere il cessate il fuoco in Libano, preziosissimo, ottenuto anche con la mediazione degli Stati Uniti, così come la ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto con l’Iran. I fronti aperti sono molti, ma non rinunciamo a costruire soluzioni giuste, durature e pragmatiche, con determinazione e pazienza».

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