
Si continua a parlare dello scontro politico a distanza con gli attacchi sferrati e ripetuti di Donald Trump a Giorgia Meloni. La premier, che ha scelto di non replicare più per non alimentare le polemiche, guadagna intanto consensi – l’ultimo sondaggio di Demopolis vede salire il suo gradimento personale dal 38 al 40 per cento – e pensa a lavorare.
Dopo aver incassato la conversione in legge del Piano Casa 2026, varato in via definitiva dalla Camera, sul fronte del contrasto alle migrazioni clandestine il governo ha avviato una sala operativa congiunta a Tripoli con Libia, Turchia e Qatar. Lo scopo è quello di sostenere gli sforzi della Libia nella gestione dei fenomeni migratori illegali e rafforzare le capacità libiche di ricerca e di soccorso. L’attuazione del nuovo organismo, per ora in versione pilota, rappresenta l’applicazione di quanto deciso al vertice di Istanbul 2025 fra governo italiano ed i presidenti libico e turco.
La gestione dei flussi migratori, che resta una priorità per l’Italia e per l’Europa, passa anche dal rafforzamento delle capacità libiche nella zona SAR (Search and Rescue) nazionale per la tutela delle vite umane e il contrasto alle organizzazioni di trafficanti. La nuova sala operativa risponde pertanto, almeno parzialmente, ad una logica di esternalizzazione delle frontiere.
L’Italia, del resto, non è nuova ad accordi con la Libia per il contenimento dell’immigrazione irregolare, stipulati in passato anche da governi di centro-sinistra con massicci finanziamenti. Resta però il fatto che la riuscita delle missioni è stata finora ostacolata dal caos che regna nell’amministrazione libica, con un governo riconosciuto dalla comunità internazionale, mentre va avanti la guerra intestina tra le varie milizie che si sono spartite il potere a Tripoli e perdura la divisione con la parte orientale del Paese, dove opera un altro governo sostenuto da alcuni attori internazionali.
A mettere ordine potrebbe essere l’intesa raggiunta tra le principali istituzioni libiche per tenere elezioni presidenziali e parlamentari entro il 17 febbraio 2027.
L’accordo è stato raggiunto nel corso di un incontro giovedì tra il presidente della Camera dei rappresentanti Aguila Saleh, quello dell’Alto Consiglio di Stato Mohammed Takala e il capo del Consiglio presidenziale Mohamed al-Menfi.





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