Negli stessi giorni in cui la Gip di Firenze archivia definitivamente l’inchiesta sui mandanti delle stragi del ’93, che la Procura del capoluogo toscano ha ipotizzato per anni fossero Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, Rubbettino pubblica un ritratto inedito, affascinante e confidenziale del grande leader scomparso proprio a giugno di tre anni fa.

Lo firma Marco Galluzzo, cronista parlamentare dal 2002, che per il Corriere della Sera ha seguito l’attività dei presidenti del Consiglio, da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi, da Mario Draghi fino a Giorgia Meloni.

Berlusconi Confidential” è una “Biografia non autorizzata di dieci anni al potere”, il racconto per buona parte inedito di quel decennnio, dal 2001 al 20   11, in cui Silvio Berlusconi guidò tre governi e fu all’apice del suo potere politico.

Attraverso 53 capitoli e decine di testimonianze raccolte sul campo, Galluzzo ricostruisce quegli anni dalla una prospettiva inusuale dei giornalisti che lo seguivano quotidianamente. Tutti, emerge dal racconto, ansiosi di non perderlo mai di vista, diventarono alla fine parte integrante del suo sistema di comunicazione. Un sistema tutto suo, originale fin dagli anni ’70 e ’80, fatto di una personalità esuberante, di un’ironia ed auto-ironia che era da sempre nelle sue corse e si sprigionava inevitabilmente come una corrente di simpatia con chiunque lo avvicinasse.

«Berlusconi – scrive Galluzzo – recitava dieci parti in commedia, e noi in un attimo subimmo una serie di metamorfosi, eravamo diventati confidenti di maggiordomi, apprendisti psicanalisti, improvvisati detective, famelici cacciatori di scoop». Lui era «un retroscena vivente» e noi «eravamo tutti in preda ad una sorta di delirio ossessivo-compulsivo. Era una guerra in cui non si facevano prigionieri».
Non esistevano i social, Facebook era ancora agli albori, ma Silvio li aveva già sopravanzati tutti, dando vita non solo ad un impero televisivo partendo da una piccola emittente lombarda, ma anche attraverso il suo personalissimo modo di comunicare, di parlare direttamente al pubblico.

Ne vien fuori il ritratto di un Berlusconi diverso da quello consegnato alle cronache giudiziarie, o alle caricature politiche: imprevedibile, istrionico, vulnerabile, spesso spiazzante, sempre protagonista di un circuito narrativo che lui stesso contribuiva quotidianamente ad alimentare.

Tanti e sorprendenti, i retroscena che emergono dal libro. Da un collage di Putin che finisce su una scrivania ad Antigua, a un colloquio quasi surreale di Berlusconi in una suite a Manhattan con quattro 007 americani. Da una telefonata della Casa Bianca molto imbarazzante ai segreti confessati in una sauna a Tokyo. Fino alla ribellione del figlio Luigi, o alle lacrime di una giovane Giorgia Meloni. Nel libro di Marco Galluzzo troviamo il ritratto nuovo, intimo, privato, di un leader che ha diviso l’Italia.

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