
Il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela continua a salire, mentre procedono senza sosta le attività dei soccorritori. I morti sono 1400, bilancio provvisorio, ai quali si aggiungono più di 3200 feriti e oltre 50mila dispersi.
La doppia scossa di terremoto di mercoledì 24 giugno – la più devastante dal 1900 – si è abbattuta su un Paese già prostrato da una grave crisi economica e da instabilità politica. Gli ospedali sono al collasso, si calcolano in oltre 6,7 milioni le persone che necessitano di assistenza immediata, acqua potabile, farmaci, alloggi e cure mediche. La stima dei danni avrebbe raggiunto i 6,7 miliardi di dollari, il che segna circa il 6 per cento del Pil del Paese.
Nel pieno di un simile emergenza, Papa Leone XIV, attraverso l’Elemosineria Apostolica, ha inviato un primo aiuto al Venezuela pari a 100 mila euro, decisa dopo i contatti con il nunzio nel Paese, monsignor Alberto Ortega Martín, arcivescovo titolare di Midila, e l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo. Ma si tratta solo del primo aiuto, perché resterà costante l’attenzione del Vaticano riguardo le necessità del popolo venezuelano che, nei prossimi giorni, su indicazione della Chiesa locale, si cercheranno di soddisfare.
La Chiesa venezuelana si è mobilitata fin dal primo momento. «Stiamo facendo ciò che abbiamo sempre fatto nei momenti di crisi: aprire le porte, accompagnare chi ha perso tutto e portare speranza dove si è diffusa la paura», ha dichiarato Marco Mencaglia, direttore dei progetti di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) Internazionale. Anche Caritas Internationalis ha annunciato uno stanziamento di 100 mila euro per i primi soccorsi, in collaborazione con Caritas Venezuela e la sua rete di circa 30 mila volontari.





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