
Forse un periodo così turbolento dal punto di vista politica non si era visto da anni, nel Regno Unito. Dopo le dimissioni del primo ministro Keir Starmer e mentre nel Paese continua l’aspro dibattito fra coloro che rimpiangono l’uscita dall’Europa e i sostenitori accaniti della Brexit, anche l’Irlanda rappresenta pur sempre un terreno acceso di scontro fra visioni opposte.
Ci occupiamo perciò oggi di Sinn Féin (tradotto: “Noi stessi”), il partito politico d’ispirazione socialdemocratica e repubblicana che governa l’Irlanda del Nord. Michelle Doris ‘O Neill (nella foto), vicepresidente di Sinn Féin, è l’attuale capo del governo in Irlanda del Nord, dove va avanti il confronto fra separatisti e unionisti con l’Irlanda del Sud.
Fra questo ultimi si registra nei giorni scorsi la posizione dell’ex primo ministro Leo Varadkar, secondo il quale un governo britannico guidato dal partito riformista, intenzionato a “raddoppiare la posta sulla Brexit”, potrebbe fungere da “acceleratore” verso la riunificazione irlandese. Anche l’attuale Ministro della Giustizia irlandese, Jim O’Callaghan, ha suggerito che un’ascesa del nazionalismo inglese potrebbe influenzare il dibattito sul futuro costituzionale dell’Irlanda del Nord e, potenzialmente, anticipare i tempi di eventuali futuri referendum sull’unità.
O’Callaghan ha inoltre ribadito la sua opinione secondo cui organizzazioni come il Servizio di Polizia dell’Irlanda del Nord potrebbero essere mantenute in un’Irlanda unita ed opererebbero a fianco della Guardia irlandese, in modo simile a come le diverse forze di polizia agiscono in diverse aree dell’Inghilterra.
Le dichiarazioni di Varadkar e di O’Callaghan sono state rese durante un dibattito a Belfast incentrato sul futuro rapporto tra l’isola d’Irlanda e la Gran Bretagna e sulla prospettiva di una riunificazione irlandese, che ad oggi non appare più così lontana.

«Appare inverosimile, quasi incredibile – commenta Renato d’Andria, presidente della Fondazione Gaetano Salvemini ed ex segretario PSDI – che in un mondo globalizzato, con una geopolitica sempre più incandescente da un capo all’altro del pianeta, si debba ancora dibattere sulla riunificazione fra Irlanda del Nord e del Sud».
«Perfino questi termini geografici – incalza poi d’Andria – suonano già di per sé come anacronistici, ricordo che gli abitanti dell’Irlanda del Nord con capitale Belfast sono poco meno di due milioni, su un totale di 5 milioni e passa dell’intera isola. Stiamo parlando di una singolar tenzone fra territori che coprono a stento, tutti interi, la metà degli abitanti della Lombardia». «Mi auguro – conclude d’Andria – che prevalga il buon senso e che quindi le forze in campo per la riunificazione riescano quanto prima a far valere le proprie ragioni».





Rispondi