Dal 2025 il Partito Socialdemocratico dell’Estonia è stato brutalmente estromesso dal governo el Paese, per il quale era stato democraticamente eletto. Ricostruiamo la storia per capire come sia stato possibile. A guidare il Paese è attualmente Kristen Michal, in carica da luglio 2024 quando il suo predecessore, la premier Kaja Kallas, è stata nominata Alto rappresentante per l’Unione Europea per gli affari esteri e la politica della sicurezza. Fino ad allora i Socialdemocratici estoni erano parte della coalizione di governo. Michal, che era ministro dell’Ambiente nel governo Kallas, il 10 marzo 2025 annuncia all’improvviso un rimpasto nell’esecutivo, espelle il Partito Socialdemocratico Estone dalla coalizione e forma un governo con i soli due precedenti alleati: Estonia 200 e Partito Riformatore Estone. I motivi dello strano rimpasto sono riconducibili ad una decisa virata a destra del governo Michal, in seguito alla crescita nei sondaggi di Isamaa, la formazione conservatrice, oltre al dichiarato intento di abrogare sgravi fiscali ed aumenti salariali decisi dalla precedente maggioranza.

Da allora i 4 deputati socialdemocratici sono passati all’opposizione. Un’opposizione dura, a sentire le recenti dichiarazioni della socialdemocratica Ester Karuse (nella foto) dai banchi del Parlamento estone. Bersaglio di Ester sono le ultime mosse politiche del ministro delle Finanze Jürgen Ligi. «Nell’attuale difficile situazione di bilancio, lo Stato potrebbe smettere di erogare sussidi alle famiglie più ricche e destinare i fondi ad altri scopi. Facendo riferimento alle raccomandazioni dell’OCSE, un’associazione di paesi ricchi, la questione se gli assegni familiari universali siano giustificati o meno è tornata al centro del dibattito. A mio avviso – attacca Karuse –  il problema è esattamente l’opposto. Non sono gli assegni familiari ad essere obsoleti, bensì la convinzione che crescere i figli sia una questione esclusivamente privata della famiglia e che lo Stato possa rimanere a guardare mentre le famiglie lottano sotto un peso sempre maggiore in un contesto di crisi demografica».

«L’Estonia – incalza la deputata socialdemocratica – sta affrontando un calo del tasso di natalità. Nascono meno bambini che mai da quando ha riconquistato l’indipendenza. Allo stesso tempo, aumentano i costi degli alloggi, delle attività ricreative per i figli, dei generi alimentari e del costo della vita in generale. In una situazione del genere, affermare che gli assegni familiari siano obsoleti denota una mancanza di contatto con la realtà delle famiglie comuni. Un’altra questione importante è dove si traccia il confine tra famiglie benestanti e classe media e perché, secondo Jürgen Lig, i figli di genitori con redditi elevati abbiano meno valore rispetto agli altri figli».

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