Due bambini. Due piccoli migranti sopravvissuti alle stragi del mare. Sarà l’incontro con loro il momento più toccante della visita dei oggi che Papa Leone XIV compie a Lampedusa. Durante la celebrazione della Messa nella chiesa della Madonna di Porto Salvo, il pontefice benedirà infatti Maria e Leonardo, due giovanissimi simbolo di speranza e di accoglienza. Maria è stata la prima nata sull’Isola dopo 51 anni. Leonardo, studente del Gonzaga Campus, l’istituto educativo dei Gesuiti di Palermo, è stato adottato dopo il tragico viaggio dall’Africa in Sicilia. E’ sua madre Marilena Poderati, vicedirettrice del Gonzaga Campus, a raccontare la sua storia. «Leonardo è arrivato sull’Isola in una notte di giugno 2016 su un barcone, stretto a sua madre che purtroppo era morta». Per questo, ogni anno i ragazzi del Gonzaga arrivano sull’isola di Lampedusa. «Li portiamo qui – continua Poderati – per far vedere loro il bene che viene fatto. Lampedusa ci ricorda che la speranza, se condivisa, non finisce mai».

L’arrivo di papa Prevost a Lampedusa intende sottolineare, ancora una volta, il grande tema dell’accoglienza delle persone migranti lontano da egoismi, pregiudizi e barriere nazionali ed internazionali. Per l’occasione, il Santo Padre visiterà alcuni dei luoghi più significativi: il cimitero, la Porta d’Europa e il molo Favaloro, dove incontrerà i migranti.

E sono proprio i ragazzi del Gonzaga a raccontare cosa significa per loro tornare ogni anno sull’isola. «Lampedusa – dice Alessio Pensabene, 14 anni, studente del liceo scientifico – è un luogo di unione tra persone di diverse culture che vengono da tanti Paesi. Lo sorso anno, durante il nostro campo a Lampedusa l’incontro con il dottore Pietro Bartolo mi ha fatto capire concretamente la sofferenza delle persone migranti che arrivano. Ricordo anche l’incontro con Moussa che, con grande coraggio e buona volontà, ha iniziato una nuova vita senza dimenticare la sua cultura». «Il campo a Lampedusa – aggiunge Sofia Marchione, 15 anni, allieva dell’International School Palermo – mi ha reso più consapevole di ciò che succede a queste persone. Mi è piaciuta molto anche la Porta d’Europa che è un simbolo di accoglienza e di speranza. Oggi sono più attenta alle notizie che parlano degli immigrati. Proprio per questo, ho raccontato questa esperienza pure alle mie compagne che non sono partite».

Padre Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus, tiene ad evidenziare la continuità di queste visite papali sull’isola. «Papa Leone ripercorre il primo viaggio che nel 2013 fece Papa Francesco a Lampedusa, collocandosi in continuità con il suo impegno sociale». Ricordiamo che questo fu il primo atto del pontificato di Papa Francesco, rimasto nel cuore di tutti. «Papa Leone – aggiunge Denora – è con Papa Francesco quando dice che il grido della migrazione è lo stesso grido della nostra terra nella prospettiva di una ecologia integrale. Papa Leone ci indica, pure, le priorità della nostra vita che sono la pace, l’accoglienza e la giustizia». «Siamo felici – conclude il presule – che il Santo Padre incontri il nostro alunno Leonardo. E’ un ragazzo che da bambino è arrivato dal mare e, durante il tragico viaggio, ha perso la mamma. Dal 2016, è stato accolto con amore da Marilena, la nostra vicedirettrice, e Walter, avendo oggi una vita piena e bella. Leonardo è un giovane eccezionale, è uno sportivo con una grande energia e grande capacità di sentire che davvero la vita è un dono. La sua storia è la conferma che dobbiamo continuare a credere nella speranza che nasce dall’accoglienza». 

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere