Diffondere i contenuti di Russia Today e degli altri organi di propaganda del Cremlino è vietato. Per chiunque, con qualsiasi mezzo, anche senza scopo di lucro.

Il 2 luglio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso  la sentenza C-67/25. In base al provvedimento,  un privato cittadino che ripubblica contenuti di Russia Today (RT) su un sito web finanziato da donazioni volontarie può essere perseguito penalmente e rischiare la reclusione. Il criterio è l’identità dell’emittente originario: se proviene da un organo di stampa russo incluso nella lista nera di Bruxelles, è reato. Le pene detentive vanno da tre mesi a cinque anni, come previsto dal paragrafo 7 della sentenza, che richiama la legge tedesca sul commercio estero.

«E’ vietato – si legge nella sentenza – agli operatori trasmettere o consentire, facilitare o altrimenti contribuire alla trasmissione di qualsiasi contenuto da parte delle persone giuridiche, entità o organismi elencati nell’allegato XV del medesimo regolamento, anche tramite trasmissione o distribuzione con qualsiasi mezzo, come cavo, satellite, IP-TV, fornitori di servizi internet, piattaforme di condivisione video su internet o applicazioni, nuove o preinstallate».

Tutto nasce dal caso di tre cittadini tedeschi che avevano pubblicato quattro video di RT Germany sul blog “Live-Ticker”, che si mantiene attraverso donazioni volontarie per un totale di circa 60.000 euro in un anno e mezzo. La Corte ha stabilito che rientrano a pieno titolo nella nozione di «operatore» di cui all’articolo 2f(1) del regolamento 833/2014, proprio perché il termine «operatore» non è accompagnato dall’aggettivo «economico».

La Corte giustificato tanta severità con la necessità di proteggere “l’ordine pubblico e la sicurezza dell’Unione” minacciati dalla “campagna sistematica di manipolazione dei media” russa.

Ora tanti si chiedono perché la stessa severità non venga applicata anche alle altre nazioni che, al pari della Russia, stanno sterminando i civili in guerre scaturite solo dalla brama di potere.

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