Sarà stata anche la spinta, quanto meno sul piano dell’immagine, impressa dalla presenza di due donne ai vertici del Paese, Giorgia Meloni a capo dell’esecutivo ed Elly Schlein alla guida dell’opposizione. Certo è che In Italia oltre 1,3 milioni di imprese sono guidate da donne, pari al 22,2% del totale nazionale. E questo dato colloca il nostro Paese al primo posto in Europa per numero di imprese a guida femminile.

Numeri, volti e dati certificati da Invitalia presentando il Focus sull’imprenditoria femminile in occasione della prima edizione del Premio “Le donne di ora”. Un primato che è un punto di partenza, poiché le imprese femminili rappresentano sì un patrimonio produttivo rilevante per il sistema Paese, ma ancora largamente inespresso, se si considera che soltanto il 2% dei finanziamenti da Venture Capital raggiunge le startup guidate esclusivamente da donne. Ma negli ultimi cinque anni sono state oltre 8.000 le imprese femminili finanziate dall’Agenzia, con oltre 750 milioni di euro di agevolazioni concesse e circa 950 milioni di euro di investimenti attivati.

La prima edizione del Premio è stata vinta dall’imprenditrice marchigiana Corinna Sperandini di Spacewear, una startup innovativa con sede a Fano (PU), attiva nel campo della ricerca e sviluppo di tessile e abbigliamento per il settore aerospaziale. Nel corso della cerimonia sono state inoltre assegnate tre Menzioni Speciali: a Isabella Baldini di Loto Biotech Platform (L’Aquila) per l’innovatività; a Immacolata Carpiniello di Lazzarelle Cooperativa Sociale (Pozzuoli, NA) per l’impatto sociale e territoriale; a Michela Reale di Rinnovative (Ferentino, FR) per la sostenibilità.

Dall’analisi emerge come gli ostacoli che ancora limitano il pieno sviluppo delle imprese femminili — dall’accesso al capitale al caregiving, dagli stereotipi di genere al divario nelle competenze STEM — non siano fattori isolati, ma manifestazioni di squilibri strutturali che riducono crescita, innovazione e partecipazione economica. Al tempo stesso, il Focus restituisce un profilo distintivo dell’imprenditrice italiana, che rivela pragmatismo, capacità innovativa, visione strategica, forte radicamento territoriale e un’attitudine a integrare obiettivi economici con sfide sociali e ambientali.

Ma fra i dati più importanti resta il fatto che il Focus definisce l’imprenditoria femminile uno dei principali bacini di crescita ancora inutilizzati del sistema produttivo italiano. Richiamando le stime dell’Ocse contenute nello studio The Missing Entrepreneurs, Invitalia ricorda che nei Paesi aderenti mancano oltre 34 milioni di potenziali imprenditori, dei quali circa il 75% è rappresentato da donne. Per Invitalia, liberare questo potenziale significa rafforzare non solo il numero delle imprese, ma anche la competitività del sistema economico attraverso modelli di business orientati a sostenibilità, innovazione e impatto sociale.

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