
Sono numerosi i fattori che quest’anno stanno portando l’economia mondiale a un ulteriore rallentamento, ma si intravedono alcuni spiragli che potrebbero favorire una risalita l’anno prossimo. Nell’aggiornamento del suo rapporto periodico (World Economic Outlook), pubblicato nei giorni scorsi, il Fondo Monetario Internazionale non nasconde i problemi esistenti ma sottolinea anche la resilienza presente nell’economia globale. Rispetto alle previsioni di altre istituzioni economiche internazionali di primo piano, quelle dell’FMI contengono qualche dose in più di ottimismo, sempre naturalmente sulla base degli elementi geopolitici ed economici sinora esistenti, vale a dire l’instabilità del quadro. Se infatti il rallentamento economico di quest’anno è frutto anche, occorre ribadirlo, dei conflitti bellici in Medio Oriente (compresa la guerra tra USA-Israele e Iran), sull’altro versante c’è la resilienza, frutto anche di una fase di ulteriore avanzamento mondiale delle tecnologie, con l’Intelligenza artificiale (IA) come fattore di traino particolare
Secondo l’FMI la crescita economica mondiale dovrebbe essere quest’anno del 3%, contro il 3,5% dell’anno scorso; l’anno prossimo potrebbe invece risalire al 3,4%. Il Fondo monetario da una parte riduce di 0,1 punti la previsione per il 2026 che aveva fatto in aprile, dall’altra aumenta di 0,2 punti quella che aveva fatto nello stesso mese per il 2027.
Insomma, sulla crescita economica, cioè alla variazione in percentuale del Prodotto interno lordo (PIL), l’FMI indica per gli Stati Uniti 2,3% quest’anno e 2,2% il prossimo, dopo il 2,1% dell’anno scorso; gli USA crescono meglio di altre economie avanzate ma subiscono anch’essi un rallentamento economico (erano al 2,8% nel 2024).
E l’Eurozona? Secondo il Fondo Monetario si trova in una situazione parzialmente rovesciata rispetto agli USA, con una crescita in frenata allo 0,9% nel 2026 (contro l’1,4% del 2025) e con una parziale risalita all’1,2% nel 2027. Passiamo al nostro Paese. All’interno dell’Eurozona Germania, Francia e Italia crescono sotto la media dell’area, mentre la Spagna registra aumenti consistenti del PIL. Andamento non molto diverso da quello complessivo dell’Eurozona per il Regno Unito, con 1% quest’anno (contro 1,4% l’anno scorso) e con 1,3% il prossimo. Occorre ricordare che la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) nelle previsioni pubblicate il mese scorso ha indicato per la Svizzera una crescita al netto degli eventi sportivi dello 0,9% nel 2026 (contro l’1,5% del 2025) e dell’1,6% nel 2027.





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