
E’ passato un po’ sotto silenzio, travolto dalla bagarre mediatica sulla legge elettorale. Eppure si tratta di un provvedimento auspicato da decenni, capace di guardare concretamente al futuro e di lanciare la fondata speranza di sconfiggere la criminalità organizzata. Su iniziativa della presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo (nella foto con Giorgia Meloni), il Parlamento ha approvato una legge che finalmente tutela ed assicura misure di protezione, di reinserimento sociale e di assistenza economica alle donne madri che intendano allontanarsi dal contesto criminale familiare di provenienza, per assicurare ai figli minorenni concrete alternative di vita.

Quella dei percorsi protetti per uscire dalla camorra era la strada indicata già vent’anni fa da un progetto coordinato dalla Caritas, che noi della Fondazione Salvemini avevamo scritto e presentato alle istituzioni. «Tutte le volte che abbiamo trattato il tema spinoso del contrasto alla criminalità organizzata – conferma Renato d’Andria, presidente Fondazione Salvemini – non ci siamo limitati al solo vuoto cosmico di parole e dichiarazioni roboanti ma, come nostra abitudine, abbiamo avanzato proposte concrete e fattibili. La prima era proprio quella di trovare le risorse economiche necessarie a realizzare vie d’uscita protette ed economicamente sostenibili, con adeguate misure di sicurezza, per sottrarre madri e figli dalle famiglie mafiose, di cui sono proprio loro a pagare il peso maggiore». «Un progetto come quello che ipotizzavamo, oggi varato dal Parlamento, non ha solo un grosso valore morale, ma anche economico per le generazioni future e per l’economia tutta del Paese», conclude d’Andria.
Nessun governo, prima d’ora, aveva mai voluto appoggiare. Ci voleva coraggio, certo, perché questo significherà tagliare le gambe alle mafie, sottrarre acqua alle malepiante in cui si allevano le nuove generazioni criminali. E questo coraggio il governo guidato da Giorgia Meloni l’ha trovato tutto.
«L’approvazione all’unanimità in Parlamento della legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose – scrive la premier in un post – rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace».
La legge introduce un nuovo strumento di prevenzione, che si va ad aggiungere a quanto già previsto a livello normativo e operativo sul fronte della repressione e della collaborazione. «Lo Stato – dettaglia Giorgia Meloni – offrirà un’alternativa di libertà a chi nasce in una famiglia mafiosa ma non vuole crescere e diventare mafioso. Bambini, ragazzi e donne avranno l’opportunità di scegliere la propria strada e lo Stato garantirà loro la protezione necessaria per costruirsi altrove una vita libera, onesta e sicura».
Con questa legge, alla vigilia del trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio, «rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno per onorare con i fatti la memoria di chi ha sacrificato ogni cosa per liberare l’Italia dal cancro mafioso», conclude Giorgia Meloni.





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