
Restiamo sui Lib-Dem britannici perché l’ultima loro proposta potrebbe risultare decisiva per il futuro dell’Unione Europea, specie ora che si è insediato il nuovo primo ministro labour Andy Burnham e cominciano già a circolare voci sul possibile avvicinamento all’Europa del suo esecutivo.
«L’esperimento Brexit di Nigel Farage e Boris Johnson – scrive Ed Davey, leader dei Liberal Democrat lanciando la proposta – è fallito. Sta costando ai contribuenti britannici 90 miliardi di sterline all’anno. Si tratta di denaro sottratto alle nostre scuole, agli ospedali e alle forze armate, e che esce dalle nostre tasche sotto forma di tasse più alte, nel bel mezzo di una crisi del costo della vita».
D’altra parte, «l’UE ha bisogno e desidera una maggiore cooperazione con il Regno Unito in materia di difesa – prosegue – quindi prenderemo l’iniziativa, da una posizione di forza, per stringere un nuovo accordo audace con l’Europa che rafforzi sia l’economia britannica sia la nostra sicurezza collettiva».
I Lib-Dem britannici propongono dunque «una nuova partnership per la crescita e la difesa con l’UE, che include l’adesione al mercato unico e una nuova unione doganale, questo renderà il Regno Unito più ricco, più sicuro e più forte. Il nostro piano rappresenta la migliore speranza per il Paese di fermare il caos e porre fine alla crisi, nonché il passo più importante che possiamo compiere per tornare al nostro obiettivo a lungo termine di adesione all’UE».
Poi Davey ammonisce il nuovo esecutivo. «Il governo sa che riparare i nostri rapporti con l’Europa è la leva più importante che potremmo azionare per garantire la crescita, rendere il nostro Paese più sicuro e porre fine alla crisi del costo della vita». Non serve quindi apportare piccole modifiche ai piani della Brexit, «il cambiamento dovrà essere radicale, perché gli esportatori britannici sono bloccati dalla burocrazia. Invece di posti di lavoro, imprese e crescita, abbiamo stagnazione e ingorghi». «Di fronte a tutto ciò – incalza Davey – il Partito Laburista non è intervenuto. Si rifiuta di snellire la burocrazia, abbattere le barriere commerciali e generare la crescita di cui abbiamo disperatamente bisogno. Invece di cambiare, hanno preferito nascondere la testa sotto la sabbia».
I ministri, allora, «devono finalmente prendere sul serio la loro promessa di crescita per affrontare la crisi del costo della vita e rimettere soldi nelle tasche dei cittadini. Abbatteremmo le barriere commerciali con l’Europa, che ci impediscono di risolvere questo problema».
«Il nostro partenariato per la crescita e la difesa con l’Europa – continua il leader dei Liberal Democrat – ridurrebbe le barriere commerciali per rilanciare la crescita delle imprese e la ripresa economica, creando posti di lavoro, aumentando i redditi e fornendo al governo maggiori risorse per ridurre il costo della vita, migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e l’assistenza sociale e rafforzare le nostre Forze Armate».
«Il nostro piano – conclude Davey – rafforzerebbe la cooperazione in materia di difesa, sicurezza energetica, catene di approvvigionamento critiche e nuove tecnologie per garantire la sicurezza della Gran Bretagna e dei nostri alleati, in un mondo sempre più pericoloso».
QUI potete leggere l’intero Programma per il rientro del Regno Unito in UE





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