
L’Italia occupa appena lo 0,2% delle terre emerse, conta meno dell’1% della popolazione globale, eppure concentra nel suo territorio il 5% dei siti riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco, genera il 3,1% dell’export globale e il 2,1% del prodotto interno lordo del Pianeta.
Sono solo alcuni fra i dati forniti dal ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, intervenendo alla Conferenza delle direttrici e dei direttori degli Istituti italiani di cultura (IIC), che si è conclusa ieri a Verona. «L’Italia non è una superpotenza militare ma è una superpotenza culturale», ha esclamato Tajani di fronte ad una platea con i rappresentati della rete di 88 soggetti in 63 Paesi, che realizzano annualmente oltre 5mila eventi promozionali, grazie a un investimento pubblico di circa 24 milioni l’anno.
«La cultura – ha aggiunto – rappresenta la nostra identità. Ma la cultura rappresenta anche una straordinaria occasione di crescita economica per il nostro Paese. Non è un caso che con la riforma del ministero degli Esteri partita dal primo gennaio di quest’anno, nella Direzione generale della crescita sia stata inserita anche la cultura. E quindi gli Istituti italiani di cultura dipendono dalla Direzione generale della crescita. Quindi tutto in una visione economica».
Per Tajani «l’industria culturale è uno straordinario volano per la nostra economia che noi possiamo esportare nel mondo, visto il grande amore, il grande interesse che c’è per la musica italiana, il cinema italiano, la letteratura italiana. Pensiamo in quante lingue è stato tradotto Dante per comprendere quanto interesse c’è, e quanto valore ha la nostra identità culturale nel mondo». Inoltre «la cultura è sinonimo di pace. Quindi tutte le nostre iniziative sono legate a questo».

Un esempio fra i tantissimi che si potrebbero fare su quanto la cultura italiana attiri turismo di qualità, investimenti e capitali, lo si deduce dagli imperdibili eventi nei nei Giardini di Villa Borghese. Si tratta di un viaggio straordinario e immersivo nella storia di uno dei luoghi più iconici dell’arte italiana, l’inedito videomapping che tornerà a illuminare la facciata sul retro della Galleria Borghese, riportando alla luce secoli di storia, arte e trasformazioni che hanno reso questo luogo una delle mete culturali più amate al mondo.
Attraverso una spettacolare proiezione artistica, la Galleria Borghese si trasformerà in uno schermo vivo e pulsante, ripercorrendo in ordine cronologico le tappe fondamentali della sua nascita e del suo sviluppo: dall’acquisto dei terreni fuori le mura da parte del cardinale Scipione Borghese nel XVII secolo, alla costruzione della villa come spazio ideale per accogliere una collezione senza pari, fino alle molteplici vicende storiche, i progetti architettonici, le trasformazioni dei giardini e gli allestimenti che si sono succeduti nei secoli.
Un racconto visivo potente e suggestivo, che intreccia storia, arte e tecnologia per celebrare l’identità e l’evoluzione della Galleria, restituendola al pubblico sotto una nuova luce. Le immagini, accompagnate da una colonna sonora originale e da una narrazione evocativa, guideranno gli spettatori lungo un percorso che è allo stesso tempo intimo e monumentale, fatto di visioni, restauri, capolavori e trasformazione dei luoghi, dal passato fino ad oggi. Racconti di luce rappresenta non solo un omaggio alla memoria di un luogo straordinario, ma anche un ponte tra il passato e il presente, tra la solidità del patrimonio culturale e l’innovazione del linguaggio visivo contemporaneo.
Lo spettacolo è disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e in LIS (lingua dei segni italiana) ogni venerdì e sabato dal 17 luglio all’8 agosto. Durata 15 minuti circa. Con l’occasione il museo sarà aperto al pubblico in via straordinaria fino alle ore 23.00. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti sul sito ufficiale del museo.





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