E’ alla sua prima settimana a Downing Street, ma sta già imprimendo un cambio di orientamento e di stile per il governo laburista di centro-sinistra. Stiamo parlando ovviamente di Andy Burnham e del suo nel tentativo di prendere nettamente le distanze dal predecessore Keir Starmer.
Sono tre le prime, popolarissime misure annunciate da Burnham,tre misure di sostegno volte a offrire ai cittadini e alle imprese britanniche un primo, modesto aiuto per far fronte all’elevato costo della vita, tema centrale anche della sua campagna elettorale.

La prima misura è l’abolizione di una tassa sulle bollette elettriche domestiche. Secondo: un tetto massimo per la maggior parte delle tariffe degli autobus in Inghilterra. Terzo: riduzione del 20% delle imposte commerciali per pub, club e locali con musica dal vivo.

Per capire quanto favorevolmente siano stati accolti questi annunci dai cittadini britannici – sempre se poi si tradurranno in misure concrete – basterà ricordare che una delle prime mosse di Starmer, due anni fa, era stata quella di tagliare i sussidi per il riscaldamento invernale destinati a milioni di anziani: un errore madornale, successivamente corretto, ma dal quale non si è mai ripreso sul piano della popolarità.
C’è naturalmente anche l’altra faccia della medaglia. Molti inglesi si domandano se Burnham condivida l’impegno di Starmer nei confronti della disciplina fiscale, altro indispensabile elemento del governo. Inutile sottolineare che il conflitto tra Stati Uniti e Iran, con l’impennata dei prezzi dell’energia, e le altre crisi geopolitiche al di fuori del controllo, potrebbero influire sulla capacità di Burnham di portare avanti il suo programma sul costo della vita. «Prima o poi – si legge su qualche tabloid – dovrà anche affrontare le questioni internazionali, ma si prevede che viaggerà meno di Starmer, il quale ha lavorato duramente per ripristinare la credibilità della Gran Bretagna all’estero, fino ad essere soprannominato “Keir, mai qui” dagli oppositori».

Ma il neo primo ministro sembra sicuro di sè, consapevole di tutto questo e continua a sostenere che le nuove misure di tagli in favore dei cittadini rappresentino una «ridefinizione delle priorità» della spesa.

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