L’Italia punta ad ampliare a livello europeo il modello dei Centri per migranti realizzati in Albania, proponendo la creazione di nuovi hub per il rimpatrio nei Paesi terzi considerati sicuri. La proposta, anticipata da alcuni media e confermata da fonti di governo, sarà presentata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno dell’Unione europea convocato per oggi. L’incontro è stato organizzato dopo l’emergenza migratoria di Ceuta, l’exclave spagnola in territorio marocchino.

Tra i possibili Paesi ospitanti figurano diversi Stati africani, con l’Uganda indicata come una delle opzioni più concrete. Resta però aperta la questione delle risorse necessarie per finanziare il progetto. «Occorre creare una strategia comune sull’immigrazione. Il governo italiano ha chiesto questa riunione, insieme all’esecutivo socialdemocratico della Danimarca, perché venga applicato il Patto d’immigrazione e asilo nell’Ue. Cioè si attivino i rimpatri», aveva dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando dell’incontro di oggi. Tajani ha inoltre avanzato la «possibilità di creare nuovi centri modello Albania in vari Paesi africani» e «in generale nei Paesi di origine e di transito».

Sulle tensioni tra Italia e Spagna sulla gestione dei flussi migratori, Tajani ha difeso la posizione del governo Meloni, criticando invece la strategia del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, accusato di seguire una linea troppo permissiva sulla gestione dei flussi migratori. «La linea di Madrid è in controtendenza rispetto a quella italiana su cui convergono quasi tutti gli altri Paesi», ha spiegato il titolare della Farnesina.

L’obiettivo del Governo è creare una rete di centri esterni all’Unione europea destinati alla gestione e al rimpatrio dei migranti irregolari, puntando sulla cooperazione con i Paesi di origine e transito. L’idea era stata avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni già alla fine di giugno, dopo l’approvazione del nuovo regolamento europeo sui rimpatri. Ora Roma intende formalizzare il piano e sottoporlo agli altri Stati membri. I nuovi hub dovrebbero essere realizzati in Paesi terzi sicuri e finanziati attraverso fondi comunitari.

Published by

Lascia un commento

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere