
Due importanti provvedimenti fanno segnare nuovi passi avanti del governo. Il primo. Ieri la Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge sicurezza-migranti con 165 voti a favore e 80 contro. Il provvedimento introduce norme sulla giustizia e la professione forense e converte le direttive del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, con norme sugli accertamenti per gli stranieri fermati alle frontiere o soccorsi in mare introducendo ad esempio controlli sanitari e fermo amministrativo.
Intanto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato, durante le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale (Nec) alla Camera, che il nostro Paese chiederà nel triennio lo 0,6% del Pil per la sicurezza energetica e lo 0,9% del Pil per la sicurezza nella difesa.
Complessivamente si tratta dell’1,5% del Pil nel triennio. In pratica, basandosi sul valore del Pil nominale tendenziale nel 2026-28 contenuto nel Documento di finanza pubblica, si tratta di circa 14 euro per l’energia e circa 21-22 miliardi per la difesa, per un ammontare complessivo di circa 35-36 miliardi.
La Camera ha dunque approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni stesse, dopo la riformulazione proposta. I sì sono stati 181, 126 i contrari, 12 gli astenuti.
Non è stato votato, in quanto precluso, il testo unitario presentato da Avs, Pd e M5S, in quanto precluso. E quelli presentati da Italia Viva, Azione, Futuro nazionale e +Europa, che avevano tutte ottenuto parere contrario da parte del governo, sono stati bocciaie dal voto dell’Aula.
Spaccato il Pd: i riformisti si sono astenuti sulla risoluzione di Azione ed hanno votato a favore degli impegni per il Safe contenuti nelle risoluzioni di Più Europa e Iv. Se fosse stata messa al voto non avrebbero votato la risoluzione del campo largo.
Qualche tensione anche nel centrodestra, dopo che la Lega ha chiesto di riformulare la risoluzione. «E’ evidente, e non credo sia un mistero, che la riformulazione della risoluzione di maggioranza è stata chiesta dalla Lega e la spiegazione è che la prima versione conteneva un giudizio di valore, magari per un errore, chiedendo al governo un impegno ‘a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe». Lo ha spiegato il senatore della Leg, Claudio Borghi interpellato dall’ANSA sul testo corretto della risoluzione del centrodestra presentata dopo le comunicazioni del ministro dell’Economia sulla clausola di salvaguardia nazionale. Il parlamentare del Carroccio chiede quindi vincoli per il Safe.





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