Nuovo confronto interno alla maggioranza sull’ipotesi di un nuovo contributo straordinario a carico delle banche. Il vicepremier Matteo Salvini riapre la partita, proponendo di chiedere alle dieci maggiori banche italiane un prelievo pari al 5% degli utili per tre anni. Una parte delle risorse potrebbe essere utilizzata per rafforzare la sicurezza nelle città, con l’obiettivo di raddoppiare i militari impegnati nell’operazione Strade Sicure. Ma potrebbero essere attuati anche interventi su pensioni, stipendi e costo della vita, oltre alla possibilità di finanziare la proroga del taglio delle accise sui carburanti.

Salvini, che ne ha parlato nei giorni scorsi visitando il cantiere della stazione Pigneto, calcola una stima di circa 30 miliardi di euro di utili complessivi per i principali istituti. Pertanto, con un prelievo del 5% il gettito potrebbe arrivare a circa 1,5 miliardi all’anno, per un totale di 4,5 miliardi nell’arco del triennio.

Una buona mano per lanciare e soprattutto rendere attuabile la proposta, la stanno dando i resoconti ufficiali sugli utili realizzati dagli istituti di credito.  Per fare un esempio, UniCredit ha realizzato nei primi sei mesi di quest’anno circa 6,3 miliardi di euro di utile netto, Intesa Sanpaolo ha raggiunto circa quota 5,6 miliardi. I due gruppi, da soli, hanno quindi sfiorato i 12 miliardi di euro di profitti nel primo semestre.

Considerando anche Banco Bpm, Mps e Bper, i cinque maggiori gruppi bancari italiani hanno superato complessivamente 15 miliardi di euro di utile netto nei primi sei mesi dell’anno.

Per andare più nel dettaglio della proposta, il leader della Lega richiama anche il ruolo delle garanzie pubbliche e il cosiddetto margine di interesse, cioè la differenza tra gli interessi incassati dalle banche sui finanziamenti concessi e quelli riconosciuti alla clientela sui depositi.

E per sostenere l’iniziativa, Salvini non disdegna un confronto con la Spagna, dove la normativa prevede un prelievo temporaneo sui margini derivanti da interessi e commissioni, con una franchigia di 100 milioni di euro e aliquote progressive che arrivano fino al 7% per la parte della base imponibile superiore ai 5 miliardi. Per Salvini la norma adottata dal governo iberico rappresenta un utile precedente politico, che favorisce l’idea di chiedere alle grandi banche un contributo aggiuntivo, specie in una fase, come quella attuale, caratterizzata da risultati economici particolarmente elevati.

Va ricordato che il settore finanziario è già stato interessato da un intervento fiscale nella manovra per il 2026, che ha previsto diversi meccanismi di contribuzione per banche e assicurazioni. La nuova proposta aprirebbe quindi un ulteriore fronte di confronto sulla pressione fiscale a carico degli istituti.

Staremo a vedere come reagiranno gli alleati di governo. Salvini si dice convinto che l’intera maggioranza possa sostenere la misura, ma Forza Italia ha più volte espresso forti perplessità sull’introduzione di una tassa sugli extraprofitti bancari, per il timore che un nuovo prelievo possa finire per avere conseguenze anche sui clienti, attraverso commissioni più elevate, condizioni meno favorevoli o un aumento del costo del credito.

Published by

Lascia un commento

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere