
La newsletter diplomatica dell’ambasciata cinese in Italia ci dice molto su come il draagone si sia già attrezzato per dominare il mondo attraverso sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale. E ci fa capire come il ministro degli Esteri Wang Yi abbia già collocato l’AI nell’azione di Pechino verso le economie emergenti, inserendo la cooperazione tecnologica nella più ampia proposta cinese rivolta al Sud globale. Wang chiede apertamente di riportare lo sviluppo al centro dell’agenda internazionale e indica nella nuova World Artificial Intelligence Cooperation Organization, Waico, uno strumento per ridurre il divario digitale e quello nell’intelligenza artificiale tra Nord e Sud.
Alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Bishkek, Wang ha rivendicato gli oltre 160 progetti avviati nell’ultimo anno in settori che comprendono economia digitale, AI, energia e innovazione. Pochi giorni dopo, a Pechino, in occasione dei cinque anni della Global Development Initiative, lo stesso ministro ha ricordato che oltre 130 Paesi e organizzazioni internazionali sostengono la GDI e che più di 23 miliardi di dollari sono stati mobilitati per oltre 1.800 progetti di sviluppo.
La Cina intende dunque presentarsi come fornitrice di capacità ai Paesi in via di sviluppo, che altrimenti potrebbero rimanere ai margini di una rivoluzione concentrata in un numero ristretto di economie e grandi aziende tecnologiche. Pechino cerca di trasformare proprio l’accesso alla tecnologia in un elemento della propria offerta geopolitica, in competizione con il sistema di restrizioni costruito da Washington e, in misura diversa, dai suoi partner, nei confronti della tecnologia cinese.
Un messaggio particolare è poi quello rivolto all’Europa: la sfida posta dall’AI cinese si gioica soprattutto nel modo in cui la diffusione di queste tecnologie può ridisegnare dipendenze e rapporti economici. E questo sta accadendo proprio mentre molti governi europei cercano di diminuire l’esposizione a Pechino in altri settori strategici.
Da qui la rilevanza e l’attenzione che deve essere rivolta alla proposta della Cina. Nella newsletter diffusa dall’ambasciata cinese a Roma, quella che appare solo una raccolta di storie sul progresso tecnologico nazionale, contiene invece una chiara proposta rivolta al pubblico italiano: interpretare l’ascesa cinese nell’AI attraverso le categorie dello sviluppo, dell’accessibilità e della cooperazione. Occhio…





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