
«Quando si perde la proporzione nell’uso della difesa, si generano nemici” e si finisce per disprezzare gli strumenti indispensabili della diplomazia e del diritto». Durissime le parole pronunciate dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ai fedeli riuniti fra i ruderi della chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia, nel Parco storico di Monte Sole a Marzabotto, luogo simbolo degli eccidi del 1944, per la “Veglia di preghiera per la pace e la giustizia in Terra Santa”.
Esplicito il riferimento alla Cisgiordania, con la ferma condanna della «violenza dei coloni che entrano nei villaggi per colpire o provocare una reazione che giustifichi un abuso maggiore». «Umilmente, ma fermamente, chiediamo al Dio della pace di piegare l’orgoglio degli uomini e di ispirare a quanti hanno il potere ultimo di decidere le sorti delle Nazioni, di percorrere la via del dialogo», ha affermato Zuppi. Poi la denuncia: «Guai a chi semina morte! Guai a chi pronuncia parole di disprezzo dell’altro, di odio, di violenza e prevaricazione, che arrivano a calpestare il diritto».
A inchiodare i governi della guerra alle proprie responsabilità, sono i numeri. Secondo dati del segretario generale ONU, tra il 14 marzo e il 12 giugno 2026 sono state autorizzate 4.750 nuove unità abitative in Cisgiordania e a Gerusalemme Est ed approvati 34 insediamenti, mentre il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 chiedeva a Israele di cessare ogni nuova attività di insediamento ed evacuare i coloni. «Non si può accettare – ha aggiunto Zuppi citando il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme – che la violenza sia il criterio generale di lettura delle relazioni a Gaza, in Cisgiordania, in Israele, in Palestina».
Nessuno dimentica le atrocità subite dal popolo israeliano il 7 ottobre, ma la risposta sproporzionata, con una violenza indiscriminata contro i civili, è inaccettabile.
Alla veglia – che segue quella del 14 agosto 2025, quando furono letti i nomi dei bambini israeliani e palestinesi uccisi – ha inviato un videomessaggio padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza.





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