“Difendere la libertà – L’ora dell’Europa” (Piemme) è il più recente saggio di Carlo Calenda, in cui il leader di Azione mette in guardia gli italiani e tutta la popolazione dell’UE dal propagandismo strisciante in arrivo da Mosca. «Nella seconda guerra mondiale – spiega l’autore – i manifesti strillavano “taci, il nemico ti ascolta”, oggi il messaggio è “taci, il nemico ti parla”. E ci parla ovunque – sui social, in tv e tra testimonial e partiti che riesce a finanziare in mezza Europa». Dati, testimonianze e documentazione raccolti nel libro lo dimostrano.

«La Russia – scrive Calenda – spende ogni anno circa 1,8 miliardi di euro di propaganda ufficiale, al netto dell’attività di ingerenza politica non dichiarata la quale, se aggiunta, porta al totale di 3 miliardi di euro». E cosa fa l’UE per contrastare queste attività propagandistiche? «Spende meno di 80 milioni di euro», risponde Calenda.

Principale strumento di questa aggressione mediatica è TikTok, definito da Calenda «un’arma che usa la nostra ingenuità liberale per polarizzarci, dividerci e sostenere i  partiti dell’estrema destra antieuropea»· Ma più in generale «i social, che la liberale Europa non censura, sono infiltrati dai tentativi di disgregare l’Unione». Infatti, negli ultimi due anni questa strisciante propaganda ha fatto un salto di qualità e di pervasività. «La Russia – avverte Calenda – è tra noi, ogni giorno e ogni ora, su tante piattaforme, e sostiene tutte le formazioni antisistema».

Lo sguardo va poi alle elezioni del 2027, quando si voterà in Italia, Spagna, Polonia, Germania e Francia, con una Russia «impegnata oggi più che mai sul fronte della guerra ibrida e cognitiva e del finanziamento agli assembramenti più reazionari, da AfD al partito di Le Pen in Francia, a Vox in Spagna».

Ed ecco che allora l’Europa resta «l’ultimo grande baluardo di libertà capace di guidare una reazione alle autocrazie che avanzano. Quella che abbiamo davanti è una un’antica sfida ideale e morale: difendere la nostra libertà costruendo finalmente gli Stati Uniti d’Europa. È sempre stato il nostro destino; ora non abbiamo alternative, dobbiamo compierlo».

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