Siamo al paradosso… I guerriglieri di Hamas, la formazione di stampo islamista e fondamentalista che domina la Palestina, considerata da Usa e Israele fucina di terroristi, avrebbero comunicato agli inviati statunitensi la propria intenzione di trasformarsi, finita la guerra, in un “partito socio-politico”, cioè qualcosa di non molto diverso dalla social democrazia. Ma vediamo i fatti.

Una fonte di Hamas e un’altra fonte palestinese che ha partecipato agli ultimi negoziati del Cairo, hanno rivelato alcuni dettagli sul ​​vertice tra l’inviato statunitense Jared Kushner, genero del presidente Trump, Nikolay Mladenov, rappresentante senior per Gaza nel Consiglio di pace, e la leadership del movimento palestinese, in particolare Khalil al-Hayya, Khaled Meshaal, Mohammed Darwish e Ghazi Hamad.

La fonte ha rivelato che Kushner ha chiesto ad al-Hayya e ai leader del movimento quale fosse il loro futuro durante e dopo l’attuazione della “tabella di marcia” in 15 punti. Il capo dell’ufficio politico di Hamas ha affermato che il movimento avrebbe esercitato il suo diritto naturale a impegnarsi nell’attività politica, parallelamente al suo impegno nel lavoro sociale.

Lo riporta Asharq Al-Awsat, principale quotidiano panarabo fondato a Londra nel 1978.

Ben diverso il punto di vista riportato dai media occidentali. Ad esempio, secondo la TV svizzera, durante l’incontro Kushner ha sollecitato Hamas ad attuare l’impegno al disarmo come previsto dalla seconda fase del piano Trump per Gaza, nonché a garantire il trasferimento di tutti i poteri dentro la Striscia di Gaza al governo tecnocratico palestinese, con l’impegno che Hamas non avrà alcun ruolo nella futura amministrazione di Gaza.

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