Da ottobre 2022, quando il governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è entrato in carica, circa 42.300 migranti sono arrivati in Italia a bordo di imbarcazioni private, di cui 22.500 su navi battenti bandiera tedesca. Altre 4500 sono state soccorse e portate nel nostro Paese da navi tedesche. Sono dati appena diffusi dal ministero dell’Interno. Una risposta chiara al governo di Frederich Merz, che vorrebbe rimandare da noi i migranti approdati con quelle navi in Sicilia e poi spostatisi in Germania. In totale, secondo questi calcoli, il 64 per cento circa degli sbarchi in Italia sarebbe arrivato attraverso navi tedesche.

Una questione, quella documentata dai numeri, che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva già sollevato, con la richiesta alla Germania di un contributo finanziario. Roma, sostanzialmente, dice a Berlino: prima di pensare a spedire in Italia i migranti dalla Germania, dovrà essere trovata una soluzione sul piano economico. In concreto, la questione attuale riguarda tre persone che, entrate per la prima volta nell’Unione europea attraverso il territorio italiano, avevano successivamente chiesto asilo in Germania.

Sul caso è intervenuto in maniera ancor più esplicita il vicepremier Matteo Salvini, che ha nuovamente attaccato le organizzazioni private impegnate nei soccorsi in mare, chiedendo ai governi di Germania e Spagna di “richiamare all’ordine” le rispettive organizzazioni umanitarie, accusate di portare “migranti irregolari” sulle coste italiane. Lo scontro tra Italia e Germania si concentra quindi su due questioni strettamente legate: da una parte chi debba sostenere i costi dell’accoglienza e della gestione dei migranti, dall’altra chi debba assumersi la responsabilità delle persone soccorse dopo traversate sempre più rischiose.

Piantedosi e il ministro federale dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt, esponente della CSU, continuano intanto a lavorare per cercare un’intesa.  

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Una risposta a “Migranti/L’Italia presenta il conto alla Germania”

  1. […] – come vi abbiamo dato conto in un precedente articolo – ha già risposto alla Germania, eccependo che la maggior parte dei richiedenti asilo erano […]

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