Varata coi voti favorevoli della maggioranza di governo e il decisivo appoggio di Chega, forza politica di estrema destra, in Portogallo è stata promulgata dal presidente della Repubblica António José Seguro la cosiddetta “legge del burqa”, che proibisce a chiunque di circolare negli spazi pubblici con il viso coperto. Le motivazioni, che si richiamano a questioni di sicurezza, sono basate su sentenze emesse dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu).  Il presidente Seguro «condivide la convinzione» che il volto sia «considerato fondamentale per l’identità e la comunicazione umana, in quanto elemento minimo di riconoscimento reciproco tra concittadini». Ma nella nota c’è qualcosa che va ancora oltre: «ammettere che le donne, e solo loro, debbano nascondere l’intero volto implica un’asimmetria incompatibile con i valori di uguaglianza e pari dignità tra uomini e donne, valori che sono alla base delle democrazie europee».

La norma, che prevede multe fino a 3.000 euro in caso di violazione, si inserisce in un quadro europeo che risulta, da questo punto di vista, frammentato.

Il primo Paese europeo a varare una legge di questo tipo era stata la Francia, che fin dal 2011 aveva introdotto il divieto generale della dissimulazione del volto negli spazi pubblici come strade, negozi, ristoranti, stazioni, aeroporti, trasporti pubblici e altri luoghi aperti al pubblico. Le sanzioni vanno da 150 a 1500 euro.

Nel 2018 la Danimarca ha introdotto un divieto delle coperture del volto negli spazi pubblici, senza riferirsi esclusivamente al velo islamico, ma a qualsiasi indumento che renda il volto non riconoscibile.

L’anno dopo i Paesi Bassi si sono allineati, anche se le restrizioni sono limitate solo ad alcuni spazi pubblici, non a tutti. Più articolata la situazione in Germania: qui infatti non è stato introdotto un divieto nazionale generalizzato del burqa negli spazi pubblici paragonabile a quello francese. Ma esistono restrizioni specifiche, riguardanti quelle situazioni nelle quali il volto deve essere visibile per ragioni di sicurezza o identificazione.

Sempre più controversa la situazione in Spagna, dove Il Senato ha dato il primo via libera a una proposta di legge di Vox che vieta l’uso di niqab e burqa negli spazi pubblici, con il sostegno del Partito popolare. Ma il testo deve ancora proseguire il proprio iter parlamentare e non esiste quindi alcun divieto nazionale.

Anche l’Italia In Italia non ha ancora una legge che vieti specificamente burqa o niqab per motivi religiosi, sebbene la questione sia già stata affrontata attraverso la normativa sulla pubblica sicurezza, intervenuta nel 1977 per il contrasto al terrorismo. Questa legge fin da allora ha introdotto restrizioni sulla possibilità di rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luoghi pubblici.

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