
Sta già provocando un. salutare dibattuto l’affermazione del noto politologo statunitense Pierre M. Atlas (foto sopra), secondo cui in vista delle elezioni di midterm, a novembre, «i candidati democratici progressisti, se vogliono vincere a novembre e in futuro, devono attrarre i democratici moderati e gli indipendenti».
In una sfida delle primarie entrata ormai nel vivo, con i repubblicani divisi sull’atteggiamento da assumere rispetto alle ultime uscite del presidente Trump, sull’opposto versante politico il confronto interno si fa sempre più acceso sulla linea da seguire per vincere.
Quella di Atlas è una delle voci più autorevoli. Docente alla prestigiosa O’Neill School di Indianapolis Pierre Atlas è stato professore di scienze politiche alla Marian University e, per 17 anni, direttore fondatore del Richard G. Lugar Franciscan Center for Global Studies, dove ha creato e diretto il programma interdisciplinare di studi globali della Marian University e il relativo ciclo annuale di conferenze. Scrive una rubrica mensile di opinione per l’Indianapolis Business Journal.
L’invito alla moderazione del professor Atlas coincide, in qualche modo, con le posizioni del deputato dem Richard Neal sul futuro e la direzione del Partito Democratico, dopo le vittorie di candidati affiliati ai Democratic Socialists of America.
«Credo – ha dichiarato in una recente intervista il deputato Neal – che parte del problema risieda nella definizione stessa di socialdemocratico. Se definiamo un socialdemocratico secondo i canoni dei paesi scandinavi, la definizione potrebbe essere diversa da quella che si darebbe in America. Credo che il capitalismo con una solida rete di sicurezza sociale sia la strada giusta da percorrere. E comprendo parte dell’angoscia che alcune persone provano. Chi si trova al vertice sta molto bene in questo periodo. Chi si trova nella fascia media e bassa della scala economica si trova in maggiori difficoltà».
E quando gli è stato chiesto se i moderati come lui abbiano ancora un posto nel Partito Democratico, Neal ha risposto: «Oh, certamente. Credo che noi che abbiamo promosso importanti leggi ci siamo guadagnati una reputazione di responsabilità nel periodo in cui abbiamo operato. Quindi sono molto fiducioso e molto orgoglioso di ciò che ho realizzato come presidente della Commissione Bilancio. Anzi, di ciò che ho realizzato nel corso di una lunga carriera».
Neal, che è in carica al Congresso dal 1989, quest’anno, alle primarie del 1° settembre, dovrà affrontare la sfida di Jeromie Whalen.





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