«Secondo gli investitori, la Francia sta sostituendo l’Italia nelle preoccupazioni del mercato sulla sostenibilità del debito europeo, in un momento in cui Parigi si trova ad affrontare difficili negoziati sul bilancio il mese prossimo e in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, in cui il sostegno ai partiti di estrema sinistra e di estrema destra è in aumento». Nero su bianco, lo scrive il Financial Times, che offre così un grosso riconoscimento ai conti pubblici nostrani e alla maggioranza di governo. «In Italia – si legge infatti nell’articolo – un periodo di austerità fiscale e una durata insolitamente lunga di stabilità politica hanno conquistato un numero crescente di investitori internazionali».

«Se chiedete a chiunque nei mercati quale sia l’anello debole dell’Europa, la maggior parte indicherà la Francia», ha spiegato al FT Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei di Barclays. «L’Italia – ha aggiunto – è riuscita a passare la palla» ad una Parigi immersa dentro una «tempesta perfetta», con pesanti rischi per la crescita, politici e fiscali. «La Francia è la nuova Italia», è la lapidaria affermazione fatta da Evelyne Gomez-Liechti, di Mizuho.

Il quotidiano documenta questo cambio di passo con tanto di numeri forniti dalla BCE: il rapporto debito/Pil italiano è sceso dal 154% del 2020 al 139% di quest’anno, mentre quello francese è salito dal 114% al 117%. L’Italia registra inoltre un avanzo primario, cioè un saldo positivo al netto degli interessi, mentre il deficit francese si è allargato oltre il 5% del Pil.

Del resto, su questa visione concordano tutti i principali analisti intervistati dal quotidiano britannico. «L’Italia è ora il modello dei mercati obbligazionari del G7», ha dichiarato Adam Posen, presidente del Peterson Institute ed ex membro del comitato di politica monetaria della Bank of England. Per Filippo Taddei di Goldman Sachs, la quota crescente di debito sovrano italiano in mano a investitori stranieri riflette una “normalizzazione” dello status di Roma: «Man mano che il denaro viene riallocato in Europa, l’Italia fa parte di questa riallocazione, cosa che in passato non avveniva». E Tomasz Wieladek di T. Rowe Price indica segnali di una “riallocazione” dei capitali dai titoli francesi a quelli italiani, mentre gli investitori giapponesi, tradizionalmente grandi detentori di debito francese, stanno riducendo l’esposizione verso Parigi.

L’osservazione, comunque, resta alta. Per gli analisti interpellati dal quotidiano britannico, «l’Italia deve mantenere una politica fiscale molto più prudente rispetto a Francia e Germania», se vuole continuare ad essere trattata con favore dagli investitori. Mentre su Parigi continuano a pesare pesano i negoziati di bilancio, la fragilità di un governo di minoranza e l’avvicinarsi delle presidenziali.

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