Domenica su L’Umanità vi abbiamo dato notizia della missione per la pace in Russia fortemente voluta dal Vaticano. Ma poi, sulla stampa italiana, se ne è parlato poco. Eppure, l’incontro a Mosca tra l’inviato di Papa Leone XIV, monsignor Paul Richard Gallagher, e il ministro degli Esteri russo Segey Lavrov (nella foto sopra la conferenza stampa congiunta), rappresenta una autentica pietra miliare nei negoziati di pace per porre fine alla sanguinosa guerra in Ucraina.

Nel corso dell’incontro bilaterale, svoltosi presso la sede di rappresentanza del Ministero degli Esteri a Mosca, martedì 25 agosto, il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, Gallagher, e il ministro Lavrov, hanno individuato diversi punti di convergenza sulle principali questioni internazionali, concordando sull’importanza di proseguire il dialogo tra la Federazione Russa e la Santa Sede. Tra i temi di interesse bilaterale anche le questioni relative alla comunità cattolica in Russia e le iniziative di carattere umanitario per avviare un percorso di pace tra la Russia e l’Ucraina.

Al termine dell’incontro cui ha preso parte il nunzio apostolico, monsignor Giovanni d’Aniello, durato oltre un ora, monsignor Gallagher e il ministro Lavrov hanno rilasciato alla stampa le rispettive dichiarazioni. L’alto rappresentante della Santa Sede ha ricordato l’appello di Papa Leone XIV a porre fine alle ostilità tra Russia e Ucraina ed avviare autentici negoziati con il sostegno della comunità internazionale. Per Gallagher, «la posizione della Santa Sede è chiara: il conflitto non può essere risolto con mezzi militari», quindi «è essenziale creare le condizioni per un processo politico e diplomatico». L’esponente della diplomazia della Santa Sede ha inoltre invitato Russia e Ucraina a mostrare segni di apertura e buona volontà, e a rispettare il diritto internazionale e umanitario, in particolare per quanto riguarda i civili, le infrastrutture, i feriti e i prigionieri di guerra.

Il numero di vittime da entrambe le parti «continua a crescere costantemente a causa delle ostilità e così le sofferenze delle popolazioni civili», pertanto, «per essere chiari – ha detto monsignor Galagher – questa guerra deve finire, è urgente e necessario terminare le ostilità e pianificare le relazioni future per non rimanere prigionieri dei torti del passato e togliere ossigeno all’odio».

Dal canto suo, Lavrov , che ha mostrato apprezzamento per l’apertura della Santa Sede al dialogo con la Russia e l’impegno per la pace, ha affermato che con corda con l’omologo vaticano sulla necessità di intensificare la collaborazione nelle questioni umanitarie legate al conflitto, definendo il colloquio «molto utile».

«Qualsiasi risultato concreto in ambito umanitario – ha sottolineato il segretario per i Rapporti con gli Stati – contribuirà ad alleviare le sofferenze e permetterà il ristabilimento di un minimo di fiducia tra le parti in conflitto». In questo senso è stata ricordata l’importanza della prossima missione del cardinale Matteo Zuppi in Russia. Da parte della Santa Sede, ha proseguito l’arcivescovo, viene ribadita la volontà di continuare a contribuire alla costruzione di spazi di dialogo, rafforzando gli sforzi umanitari e offrendo i propri “buoni uffici” nel perseguimento della pace.

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere