
E’ uno dei più fieri oppositori del presidente Volodomyr Zelensky. Ma Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa licenziato dal presidente ucraino, arriva ora in Italia con tutti gli onori. Perché – spiegano alla Farnesina – porta nella Difesa italiana l’esperienza maturata dall’Ucraina nella guerra tecnologica contro la Russia. Ed è questo il principale motivo per cui Fedorov è stato scelto da Guido Crosetto come advisor per l’innovazione, con un focus su droni, sistemi unmanned (sistemi senza pilota ) e difesa aerea. Crosetto punta soprattutto sul patrimonio sviluppato dall’Ucraina nella defence-tech: droni, sistemi autonomi, difesa aerea e capacità di trasformare rapidamente un progetto tecnologico in uno strumento utilizzabile sul terreno. La scelta di Fedorov segue una linea ben precisa: ridurre i tempi tra sperimentazione, produzione e utilizzo operativo e creare un rapporto più stretto tra industria, innovazione tecnologica e Forze armate.
La consulenza, ha dichiarato al Financial Times la sua addetto stampa, sarà a titolo gratuito. Fedorov infatti «continuerà a vivere e lavorare a Kiev».
L’innovazione della sua linea sulla difesa viene riassunta pressappoco così: cambiare il modo di addestrare i soldati, scegliere le tecnologie, raccogliere le informazioni e soprattutto imparare dagli errori. Una parte di questa rivoluzione «comincia davanti a uno schermo, dentro un simulatore che assomiglia a un videogame. Il soldato entra, affronta una missione, sbaglia, viene colpito, ricomincia. E può provare ancora. Perché un errore fatto al computer costa qualche minuto e sul campo una vita».
Classe 1991, Fedorov è uno dei volti della trasformazione digitale costruita dall’Ucraina negli anni della presidenza di Volodymyr Zelensky. Prima nella pubblica amministrazione, poi sul campo di battaglia. Di recente ha lasciato il governo di Zelensky e mosso accuse dirette di corruzione a uomini legati al premier ucraino.
Nato a Vasylivka, nella regione di Zaporizhzhia, Fedorov arriva alla politica dal mondo digitale. Nel 2019 partecipa alla campagna presidenziale di Zelensky e, a 28 anni, entra nel governo come vicepremier e ministro della Trasformazione digitale.
Con l’invasione russa del febbraio 2022 il suo ruolo cambia. La tecnologia diventa uno strumento di guerra. Fedorov è tra i protagonisti dell’introduzione di Starlink in Ucraina e sostiene la costruzione di un ecosistema basato su droni, software, sistemi digitali, intelligenza artificiale e collaborazione tra Forze armate, imprese e startup.
Dopo l’uscita dal governo, Fedorov ha alzato il livello dello scontro anche sul tema della corruzione. Il riferimento è soprattutto alle nuove indagini che hanno raggiunto uomini vicini all’ufficio del presidente Zelensky. Nell’agosto 2026 Nabu (l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina) e procura hanno contestato un presunto sistema di riciclaggio di circa 150 milioni di grivnie, oltre 3 milioni di dollari, che sarebbero stati utilizzati per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko, già coinvolto nell’inchiesta “Midas” sulla corruzione nel settore energetico. Tra le persone finite sotto indagine anche esponenti dell’ufficio presidenziale. Fedorov ha anche chiesto nuove elezioni, ma senza ottenere successo neanche fra i suoi sostenitori.





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