Dopo il Financial Times, oggi il prestigioso Times dedica due pagine ad esaltare la longevità del governo italiano a guida Giorgia Meloni. Il quotidiano britannico avanza addirittura l’ipotesi che Meloni possa diventare la «Merkel italiana», non certo per le idee politiche, ma piuttosto per la capacità dimostrata finora di trasformare la durata del suo esecutivo in un rilevante valore politico. «Ha smentiti gli scettici», si legge, mantenendo la barra atlantica, sostenendo l’Ucraina, costruendo rapporti solidi con Washington, fino a diventare oggi un interlocutore politico riconosciuto.

Tutto bene. Se non fosse che alle famiglie italiane e soprattutto alle piccole imprese interessano assai poco gli apprezzamenti della stampa estera, quando per fare un pieno di benzina devono pagare, in tasse, quasi un terzo o più rispetto ad altri paesi europei. Le notizie dal mondo circolano in un batter d’occhio, non è quindi così difficile consultare un qwualsiasi comparatore dei prezzi alla pompa per scoprire, ad esempio, che già se vai nella Repubblica di San Marino un litro di super lo paghi circa 1,7 euro. Meno ancora a Malta, con 1.349, basso il costo anche in Polonia (1,492), Moldavia (1,547) e pure Romania (1,826). (In Islanda siamo a 1,57 a litro. E poi qualcuno si domanda ancora perché quel Paese ha rifiutato con il referendum l’ingresso dell’Unione Europea.

L’Italia continua a guidare la classifica dell’impennata dei prezzi (media super 2,030) insieme a Francia, Germania, Danimarca, Finlandia… Tutti Paesi fondatori dell’Unione a 27, di cui risultano essere i principali contributori, Ma sono anche le nazioni che ormai dal 2022 destinano una gran fetta dei loro bilanci per sostenere l’Ucraina aggredita dalla Russia.

Nelle stesse ore la CGIA di Mestre avverte che i rincari per la spesa alimentare sono cresciuti talmente negli ultimi mesi da pesare, fra tasse visibili e invisibili, come un macigno del 30% in più sulle famiglie. Ce ne sarebbe abbastanza per mettere in allarme qualsiasi governo. Eppure, l’unico che sembra essersene accorto è Matteo Salvini che, un giorno sì e l’altro pure, si batte per gli extraprofitti ai colossi energetici e bancari, portando avanti in solitaria una battaglia che ormai le oppposizioni brandiscono quotidianamente come una clava, incontrando il sentiment degli italiani.

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