USA / TRUMP DAVANTI A BIDEN NEI SONDAGGI IN CINQUE STATI SU SEI

La corsa elettorale alle presidenziali di novembre negli Usa va avanti a compi di inchieste giudiziarie che, una dopo l’altra, provano a sbarrare l’ascesa di Donald Trump. Insomma, la corsa elettorale s’infiamma, ma il tycoon, nonostante tutto, resta in pole position.
Gli ultimi sondaggi lo danno davanti a Joe Biden in cinque su sei Stati in bilico tra gli elettori registrati. L’ultimo dei sondaggi del New York Times/Siena Poll mostra anche un’erosione del sostegno all’attuale presidente tra i giovani e gli elettori non bianchi, scontenti per l’economia e la guerra a Gaza. Il duello appare più serrato tra i probabili elettori, dove il repubblicano resta in testa sempre in cinque Stati, mentre Biden è in vantaggio in Michigan e leggermente indietro in Wisconsin e Pennsylvania.
Insomma, nonostante i grattacapi giudiziari, Trump è dunque ancora in piena corsa elettorale. Nel duello tra gli elettori registrati Biden è avanti solo in Wisconsin (47% a 45%), mentre il tycoon guida in Pennsylvania (47% a 44%), Arizona (49% a 42%), Michigan (49% a 42%), Georgia (49% a 39%) e Nevada (50% a 38%).
I risultati sono simili in un ipotetico confronto che include candidati di partiti minori e il candidato indipendente Robert F. Kennedy Jr., che ha ottenuto una media del 10% nei sei stati e ha sottratto voti più o meno equamente a Trump e Biden. Benchè il leader dem abbia vinto tutti e sei questi stati nel 2020, le vittorie in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin gli sarebbero sufficienti per essere rieletto, a condizione che vincesse ovunque abbia vinto quattro anni fa.
Il caso Trump dimostra che politica orchestrata a colpi di inchieste giudiziarie non è più un’esclusiva tutta italiana. Il calvario di Silvio Berlusconi, quello toccato anche a Matteo Renzi e probabilmente oggi a Giovanni Toti, arrestato alla vigilia delle Europee per accuse tutte da provare, devono aver “fatto scuola”, anche Oltreoceano. Dove però, diversamente da quanto avviene in Italia, la partecipazione popolare è ancora alta. E uno come Trump, nonostante tutto, può ancora vincere. Noi ce lo auguriamo, sarebbe il modo migliore per porre fine alla guerra che sta lacerando il Medio Oriente.





Rispondi