
«Mi unisco allo sdegno unanime che ha pervaso il Paese dopo che la deputata grillina Susanna Cherchi, intervenuta in aula durante il dibattito sull’Autonomia differenziata, ha evocato i fatti di Piazzale Loreto, lanciando un anatema contro la maggioranza di governo». Il presidente della Fondazione Salvemini, Renato d’Andria, lancia un commento duro e intransigente su quell’intervento: «Inqualificabile, anche perché è un chiaro segno della mancanza di rispetto verso la sede istituzionale in cui quelle parole sono state pronunciate».
«Con il karma non si scherza – aveva detto Cherchi dal suo scranno di Montecitorio – la cattiveria si paga, prima o poi la pagherete voi, i vostri figli e i vostri nipoti». E poi ancora: «Gli italiani sono un popolo strano. Non dimenticate piazzale Loreto dove Mussolini è arrivato e l’hanno messo a testa in giù».
Non abbiamo sentito finora una presa di distanze da nessun pentastellato, men che mai dal loro leader Giuseppe Conte. Silenzio assoluto anche dagli “alleati” del PD guidati da Elly Schlein sulle parole di Cherchi, che a molti sono suonate minacciose, come afferma ad esempio Nicola Porro.
La Cherchi, sarda, 68 anni, è insegnante di matematica alle scuole medie. Dovrebbe quindi conoscere da sempre ed anzi insegnare il rispetto che si deve alle istituzioni dello Stato: la scuola, ma anche il Parlamento. Restiamo in attesa di reazioni dal suo partito su quella funesta evocazione di giorni fra i più bui e tormentati della nostra storia recente. Ma ormai sono passati alcuni giorni. E difficilmente arriveranno.





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