
E’ da paura il Rapporto Eurostat 2024, appena pubblicato, secondo cui nell’Ue 95 milioni di persone, pari al 21% della popolazione, sono a rischio di povertà o di esclusione sociale. Il rischio è maggiore per le donne, per i giovani adulti ancor più che per gli anziani, ma anche per le persone con un basso livello di istruzione e per i disoccupati. Guidano questa triste classifica la Romania (32% di persone a rischio povertà), la Bulgaria (30%) e la Spagna (27%). L’Italia, con il 22,8%, la Germania con il 21,3% e la Francia con il 20,4% sono appena sopra la media UE.
Dati che inficiano il presunto boom economico della Spagna, spesso citata come esempio positivo nell’area euro per il tasso di crescita post Covid pari al 2,5 per cento. Certo, il governo spagnolo ha adottato misure per aiutare le famiglie più povere, aumentando il salario minimo e introducendo il “reddito di solidarietà attiva”. Ma come effetto secondario del boom turistico, il costo degli affitti è salito del 10 per cento, e sempre più spagnoli faticano a trovare una casa in cui vivere. Fenomeno analogo a quello che sta accadendo nelle città d’arte italiane. «La Spagna – notano alcuni osservatori internazionali – è il Paese per molti aspetti economicamente più simile all’Italia. La regione più povera è l’Estremadura che è comunque più ricca di Sicilia, Campania, Calabria, Puglia. Mentre la regione più ricca spagnola (la Comunità di Madrid) ha un Pil più basso di Lombardia, Valle d’Aosta, provincia di Trento e di Bolzano».

E la bilancia dei prezzi, in Italia, non promette nulla di buono. E’ di queste ore l’ennesimo allarme per i rincari della benzina, che sta mettendo in ginocchio i vacanzieri, ma anche i tanti che del carburante hanno necessità per lavoro. Senza contare che questi aumenti determinano il solito effetto a catena, con i prevedibili rincari sui generi alimentari e, più in generale, con l’impennata del carovita, senxza contare poi quel di più che arriva dalla immancabile speculazione.
Ecco gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy : benzina self service a 1,860 euro/litro (invariato, compagnie 1,866, pompe bianche 1,847), gasolio self service a 1,740 euro/litro (+2, compagnie 1,746, pompe bianche 1,725). Queste invece le informazioni relative a chi dovesse preferire il servito, dove si è superato il famigerato traguardo dei 2 euro al litro: benzina a 2,001 euro/litro (+1, compagnie 2,043, pompe bianche 1,916), diesel servito a 1,881 euro/litro (+2, compagnie 1,925, pompe bianche 1,793).
Un salasso.





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