In Grecia si va verso la settimana di sei giorni. I lavoratori ellenici lavoreranno anche il sabato, ricevendo un aumento di stipendio del 40% nel giorno extra. La proposta del Governo greco, che punta ad arginare la crisi di manodopera e produttività del Paese con una serie di incentivi, non renderà obbligatorio, bensì facoltativo l’allungamento delle ore settimanali, che diventerà effettivo solo se i datori di lavoro lo richiederanno.

Nel settore del turismo la Grecia aveva già abolito dallo scorso anno la settimana di 40 ore, adesso si punta ad estendere l’allungamento anche agli altri settori produttivi. Nel 2022 il PIL della Grecia è stato pari a 217,6 miliardi di dollari, davvero basso se rapportato agli altri Paesi europei. Secondo i dati Eurostat, la Grecia è già il paese Europeo con la settimana di lavoro più lunga: un greco su 8 lavora più di 48 ore alla settimana, con un impegno medio richiesto di 39,4 ore a settimana.

In perfetta controtendenza, la sinistra italiana sta invece cercando di accorciare le ore di lavoro, portando a sole 32 ore la settimana lavorativa. La proposta avanzata da Alleanza Verdi e Sinistra, primo firmatario Nicola Fratoianni, prevede una riduzione generalizzata a parità di salario fino a a 34 ore effettive. Avs chiede l’istituzione di un Fondo di incentivazione alla riduzione dell’orario di lavoro per i datori che adottino una diminuzione di almeno il 10% dell’orario settimanale

Non è da meno il Movimento 5 Stelle, che di ore lavorative ne vorrebbe 32. Una settimana corta, cortissima, tanto che per incentivare i datori di lavoro alla riduzione dell’orario settimanale, il M5S propone l’esonero contributivo previdenziale e assicurativo fino a 8mila euro annui per tre anni.

Fa eco il PD con la proposta del deputato Arturo Scotto, co-firmata da Elly Schlein: si punta alla definizione di nuovi modelli organizzativi e produttivi imperniati sulla riduzione dell’orario di lavoro, anche nella formula dei quattro giorni lavorativi settimanali.

L’ipotesi della settimana di 4 giorni preoccupa non poco chi ogni giorno deve fare i conti per pagare regolarmente i dipendenti e le tasse. L’ad di Ducati, Claudio Domenicali, ha dichiarato che l’azienda da lui diretta non seguirà lo stesso percorso perché questa modalità di lavoro potrebbe generare un calo di competitività.

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere