
«I piccoli Comuni, soprattutto delle aree interne, sono spesso trascurati e si trovano in condizioni di marginalità. I cittadini che li abitano, una porzione significativa della popolazione, scontano divari importanti in termini di opportunità, che rimangono una fonte di disuguaglianza». E’ quanto ha affermato Papa Francesco, ispirando il messaggio centrale lanciato nelle scorse ore dai vescovi.
«Trascurare le aree interne del Paese rischia di allargare il divario tra le zone ricche e quelle povere, con una lesione dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione»: questo è stato infatti il senso del messaggio centrale emerso durante il quarto incontro dei vescovi delle aree interne tenutosi a Benevento presso il centro “La Pace”. Due giornate di confronto in cui i prelati, sotto la presidenza del cardinale Matteo Zuppi, numero uno della CEI – hanno elaborato un documento finale che sottolinea l’importanza di una pastorale idonea per queste aree.
Un appello oggi ripreso con forza dall’AIDDA, l’Associazione delle donne imprenditrici.
«L’appello del cardinale Matteo Zuppi – dichiara Antonella Giachetti, presidente di Aidda – va sostenuto. Il futuro del nostro Paese passa dalla generazione di un futuro per le aree interne, per i borghi, per le aree periferiche per il cui rilancio servono progetti ad hoc di partenariato sociale».
«Tutte le comunità sono importanti – aggiunge – perché è qui che i legami si rinsaldano e ci si ritrova». Per questo, «servono progetti che attraggano fondi pubblici e investimenti privati per rivitalizzare e far ripartire le aree interne e noi, come Aidda – annuncia la presidente – intendiamo stimolare la realizzazione di progetti di sviluppo economico e sociale in grado di avviare, attraverso la valorizzazione di musei, luoghi della cultura, paesaggi rurali storici e produzioni agricole, un processo virtuoso di nascita di attività di prossimità, che inducano naturalmente il ripopolamento di territori periferici». Di questo i vertici dell’Aidda hanno parlato con la ministra Eugenia Roccella, che li ha ricevuti lo scorso 11 luglio.
Più in dettaglio, «la nostra proposta si basa sulla piena attuazione dell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore che riguarda il coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore, attraverso forme di coprogrammazione, coprogettazione e accreditamento», spiega Giachetti, «E’ necessario – conclude – che il mondo imprenditoriale, Università e Terzo Settore, insieme alla parte pubblica, si alleino in forme di partenariato sociale e speciale per programmare e realizzare in maniera integrata progetti e possibili modelli di sviluppo territoriale».





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