
Si avvicina il referendum lanciato ad agosto 2023, giusto un anno fa, in Svizzera dagli attivisti in difesa dell’ambiente. L’iniziativa, che popolare mira a stravolgere l’imposta di successione, sottraendo ai super-ricchi la metà dei loro beni, è stata lanciata dal movimento giovanile socialista. Il GISO (Gioventù Socialista) è riuscito a raccogliere 140 mila firme ed ora potrebbe approssimarsi il referendum.
La proposta prevede che i patrimoni superiori ai 50 milioni di franchi vengano sottoposti a una tassa di successione del 50%. Gli introiti, stimati dalla GISO nell’ordine dei 6 miliardi di franchi all’anno “prelevati” da circa 2’000 persone, verrebbero poi impiegati da Confederazione e Cantoni per fronteggiare le sfide della crisi climatica.
«È tempo che i super-ricchi paghino – commenta sulle pagine del TagesAnzeiger il presidente dei GISO Nicola Siegrist – quella del clima è l’emergenza più grande che ci troviamo a fronteggiare ma, fino ad ora, Governo e Parlamento sono stati del tutto incoerenti».
Mettere i ricchi nel mirino” è dunque l’obiettivo dei giovani socialisti elvetici: «Diversi studi – spiegano – mostrano come, in media, i super ricchi inquinino 20 volte più di una persona del ceto medio». Battezzata “Iniziativa per il futuro” e sostenuta anche da parte del PS, quella dei Giovani Socialisti è la seconda proposta, ma sempre targata sinistra, per introdurre un’imposta di successione a livello federale. Nel 2015, il popolo l’aveva bocciata con un netto 71% di no. Oggi si torna alla carica.
Contrari alla proposta dei Giovani socialisti sono soprattutto Udc e Plr . La preoccupazione è quella della fuga di “Paperoni” ad alto reddito che hanno scelto la Svizzera come nuovo domicilio. Sarebbe dunque un effetto boomerang per le casse del Paese elvetico, visto che sono già in tanti ad annunciare di voler cercare nuove mete per far approdare le loro grosse risorse economiche.





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