Uno studio della Commissione Ue segnala che la maggior parte parte delle famiglie europee detiene il 70% dei propri risparmi fermi sui conti correnti, senza avere alcun rendimento. Talr situazione – spiegano gli analisti – è dovuta principalmente scelta diretta conseguenza della scarsa alfabetizzazione finanziaria dei correntisti, sui quali pesa anche una ridotta conoscenza dei meccanismi che governano i mercati dei capitali.

Il risultato è una scarsa crescita patrimoniale, sulla quale incide anche la minore partecipazione ai mercati finanziari. Una situazione ben diversa da quella degli Stati Uniti, dove il risparmio genera rendimenti più elevati e contribuisce di più allo sviluppo economico.

NASCONO I “CONTI RISPARMIO COMUNITARI”

Nascono i Conti di Risparmio comunitari

Per risolvere questa situazione, la Commissione europea propone i Saving Investment Account, conti di risparmio e investimento facili da usare, che consentiranno agli europei di investire in bond, azioni e fondi in modo semplice, sicuro e con agevolazioni fiscali.

In nuovi conti escluderanno prodotti ad alto rischio o complessi, come derivati e criptovalute, per non scoraggiare i risparmiatori meno esperti. L’obiettivo è indirizzare il risparmio verso settori strategici: digitalizzazione, transizione verde e sicurezza, sostenendo così la crescita e l’innovazione in Europa.

La bozza della Commissione prevede diverse misure fiscali incentivanti, tra cui deduzioni di quanto investito dal reddito imponibile, esenzioni fiscali sui rendimenti generati all’interno dei conti, diversimenti di tassazione fino al prelievo e aliquote uniformi agevolate.

Questi interventi sono pensati per rendere i conti di risparmio allettanti rispetto ai tradizionali conti correnti e depositi, che, pur più sicuri, frenano la crescita patrimoniale.

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