Vanno avanti anche oggi in Italia e in altre parti d’Europa le manifestazioni in difesa della Palestina, con pressanti richieste al governo italiano perché ne formalizzi il riconoscimento come Stato. Ma proprio l’UE rappresenta uno dei massimi soggetti che alimentano l’interscambio commerciale con Israele. LUnione europea nel 2023 è stata il più importante investitore in Israele al mondo con 72,1 miliardi di euro, quasi il doppio degli Stati Uniti fermi a 39,2 miliardi. L’Europa è anche il primo partner commerciale di Israele con un valore di 42,6 miliardi di euro, superiore ai 31,6 miliardi degli Stati Uniti. Un ammontare che, sorprendentemente, non ha conosciuto crisi dopo gli eventi del 7 ottobre 2023 e nel corso del 2024 è persino cresciuto di un miliardo.

Veniamo al nostro Paese. Al di là dei conflitti, resta il dato che le relazioni economiche fra Italia e Israele vengono considerate dagli analisti finanziari molto più di un semplice interscambio commerciale. Si tratterebbe di un asse strategico profondo, in grado di collegare proficuamente la capacità manifatturiera italiana all’eccellenza tecnologica israeliana.

La tensione geopolitica in atto non ha scalfito dal punto di vista commerciale questo rapporto bilaterale. La sua solidità è attestata da un valore complessivo che ha superato i 4,3 miliardi di euro nel 2024, tanto che il nostro Paese si colloca come terzo partner commerciale europeo di Israele, dopo Germania e Olanda.

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