«Colpa dell’ostinazione dei macronisti, che ogni giorno immergono un po’ di più il Paese nel caos». Questo il duro attacco sferrato contro il presidente francese Macron dal leader dei deputati socialisti Boris Vallaud, dopo le dimissioni del primo ministro Sebastien Lecornu a poche ore dalla sua investitura, con un secco «non c’erano le condizioni».

E’ il terzo capo del governo a lasciare in 15 mesi, ma quanto accaduto era in larga parte prevedibile, dal momento che Lecornou aveva contro quasi tutti i partiti, contro che lo accusavano di mancato rinnovamento.

E così, appena dodici ore dopo aver consegnato la lista dei ministri, il nuovo premier del governo francese Sebastien Lecornu nominato dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron  ha dato le dimissioni e Macron le ha accettate. Nel suo intervento, Lecornu ha puntato espressamente il dito contro “il risveglio di alcuni appetiti di parte” durante il processo di formazione del governo, “non estraneo alle imminenti elezioni presidenziali”, sottolineando come questo sia stato uno dei motivi che lo hanno spinto a dimettersi. “Bisogna sempre preferire il proprio Paese al proprio partito”, ha aggiunto, riferendosi al leader dei Republicains, Bruno Retailleau, che ha accelerato la caduta del governo, mettendo in discussione la partecipazione del partito all’esecutivo appena formato.

Lecornu era stato indicato dal capo dello Stato per guidare l’esecutivo solo un mese fa. Il premier avrebbe dovuto tenere il suo discorso di insediamento domani, martedì. Il suo è stato l’incarico più breve dall’inizio della Quinta Repubblica, nel 1958: 27 giorni. Secondo un calcolo di Le Monde, la permanenza al potere del governo si può contare addirittura in minuti, precisamente 836, dall’annuncio ufficiale (domenica sera alle 19.45) alle dimissioni del premier (lunedì mattina alle 9.41). Ma Lecornu è anche il terzo premier a dare le dimissioni in 15 mesi, cioè dalle elezioni legislative di inizio estate 2024, il quinto dall’inizio del secondo mandato di Macron nel 2022.

Su tutto pesa la questione bollente della finanza pubblica, con lo spettro dell’austerity che avanza ogni giorno di più. E ora? I lepenisti chiedono lo scioglimento del Parlamento, la sinistra di Mélenchon di votare la destituzione del capo dello Stato, ma si aggiungono pure gli ex gollisti: «Macron programmi le dimissioni se vuole salvare le istituzioni».

Il crollo della Borsa di Parigi è stato immediato e sta trascinando giù anche l’Euro nei confronti del dollaro, mentre cresce in UE ed oltre la corsa all’oro, con picchi che salgono vertiginosamente.

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