L’Umanità inaugura una serie di articoli di aggiornamento sullo stato della Social Democrazia in Italia, in Europa e nel mondo. Molte richieste in tal senso sono pervenute alla nostra redazione da parte di socialdemocratici italiani: sia per la rapida, mutevole evoluzione delle forme di governo socialista e socialdemocratico in diversi Paesi, sia perché mancava un punto di riferimento aggiornato per i tanti che, che anche in Italia, hanno a cuore le sorti degli autentici valori socialdemocratici. Gli stessi valori che, a detta di molti fedelissimi, il PSE non incarna più, mentre anche in Germania, roccaforte socialdemocratica in Europa, il dibattito interno si fa sempre più apro e, spesso, divisivo.

Partiamo oggi con un ampio aggiornamento sul caso Slovacchia, dove fa discutere la recente espulsione dello SMER, il partito del primo ministro socialdemocratico Robert Fico, dal gruppo PSE a Strasburgo.

L’ESPULSIONE

Due settimane fa, come vi avevamo documentato in un precedente articolo, al Congresso di Amsterdam il Partito Socialista Europeo (PSE) aveva espulso il partito euroscettico del primo ministro slovacco Robert Fico, Direzione-Socialdemocrazia (SMER).

La motivazione data dal PSE, a cui corrisponde il gruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo, è che non sarebbero considerati compatibili con i suoi valori le posizioni filorusse di Fico e il modo in cui governa. Sotto accusa erano finiti presunti tentativi del governo slovacco cercando di restringere i diritti civili, la libertà di stampa e lo spazio dell’opposizione. Va ricordato che SMER era già stato sospeso dal PES nel 2023 perché per tornare al governo Fico si era alleato con la destra nazionalista. Prima del voto sull’espulsione, il segretario generale del PES Giacomo Filibeck aveva dichiarato che «e azioni di Smer-SD negli ultimi anni sono state gravi e fortemente in contrasto con i valori e i principi della nostra famiglia».

A botta calda, quando non si sapeva ancora a quale gruppo del Parlamento Europeo sarebbero passati i 6 deputati di SMER dopo l’espulsione, l’eurodeputata Monika Beňová aveva già dichiarato che stanno considerando un invito dei Patrioti per l’Europa (il gruppo di estrema destra del primo ministro ungherese Viktor Orbán, di cui fanno parte anche il partito di estrema destra francese Rassemblement National, Vox in Spagna e la Lega in Italia). E oggi, a distanza di due settimane dall’espulsione, pare proprio che la direzione sia questa.

LA REPLICA DI ROBERT FICO

La reazione di Fico non si è fatta attendere. Il primo ministro in un video pubblicato domenica 19 ottobre sui social media ha criticato PES, che avrebbe completamente abbandonato i valori tradizionali di sinistra. Senza mezzi termini, il primo ministro della Slovacchia ha aggiuntodi essere “scioccato” dal fatto che gli sia stato rimproverato di aver partecipato alle celebrazioni delle vittorie contro il fascismo a Mosca e Pechino. «Se il motivo della cessazione dell’appartenenza di Smer-SD al Partito dei Socialisti Europei è la mia partecipazione alle celebrazioni della vittoria contro il fascismo e l’inserimento costituzionale dell’uomo e della donna, allora sono orgoglioso di questa esclusione», ha dichiarato Fico. Ma il vero motivo dell’esclusione potrebbe essere stata la posizione di Fico sulla guerra in Ucraina.

LA TRATTATIVA CON ORBAN

La svolta è arrivata il 24 ottobre quando, durante la riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, il consigliere politico di Viktor Orbán, Balázs Orbán, ha dichiarato che i due primi ministri ungherese e slovacco «stanno parlando per far sì che lo Smer si unisca ai Patrioti per l’Europa». Se l’accordo andasse in porto, il gruppo conterebbe 91 eurodeputati.

Published by

Rispondi

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere