
La domanda serpeggia, non solo fra i peones dei diversi partiti, ma anche all’interno del corpo elettorale: per le regionali del 23 e 24 novembre, autentico banco di prova anche per la maggioranza di governo nazionali: le partite sono ancora aperte? Oppure i risultati erano già stati previsti in anticipo, al momento di designare i candidati? Scenari che sottrarrebbero spazio e linfa al principio base della democrazia, secondo cui a stabilire chi deve governarli devono essere esclusivamente i cittadini.
Cominciano ad accorgersene, probabilmente, anche coloro che nelle segrete stanze dei partiti di opposizione, così come in quelli della maggioranza, hanno effettuato le scelte dei candidati.
In Campania, per esempio, dove fin dal primo giorno è stato dato per vincente il candidato presidente del campo largo, Roberto Fico, contro cui hanno schierato il generale dei Carabinieri e parlamentare di AN, Edmondo Cirielli. O in Veneto, dove il candidato della Lega Stefani è dato per imbattibile.
Qualcosa, in questi scenari pre-definiti, sta forse cominciando a cambiare. Lo dicono gli ultimi sondaggi.
«La partita in Campania – scrive oggi Il Giornale – non è affatto chiusa: tutto può accadere. Sembrava già scritto il finale delle elezioni regionali, ma il sondaggio dell’IstitutoNoto per Porta a Porta smorza i facili entusiasmi del campo largo: certamente Roberto Fico parte come favorito, ma lo svantaggio di Edmondo Cirielli non è affatto siderale rispetto all’avversario. La distanza può essere ancora recuperata, e potrebbe assottigliarsi sempre di più con il passare dei giorni». Stando all’ultima rilevazione, Fico si attesterebbe al 52% dei consensi. Poco più giù Cirielli, che al momento può vantare il 45% delle intenzioni di voto.
Sempre secondo Noto, in Veneto il candidato del centrodestra Alberto Stefani è al 61% delle intenzioni di voto. «Anche in Puglia – leggiamo ancora sul Giornale diretto da Sallusti – la situazione sembra già delineata: Antonio Decaro si posiziona al 65%, in larghissimo vantaggio su Luigi Lobuono del centrodestra, che si attesterebbe al 33% delle preferenze».
Vedremo se per una volta le volontà degli elettori riusciranno a prevalere sulle logiche dei partiti.





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