L’andamento della spesa pubblica italiana soddisfa pienamente i criteri del Patto di Stabilità riformato. La Commissione Europea promuove a pieni voti la bozza della Legge di Bilancio presentata dall’Italia, tanto che si profila già all’orizzonte la possibilità che a giugno il nostro Paese possa uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ora in stand bay, sempre che Eurostat confermi i dati sul 2025.

Chiara e netta la valutazione positiva nelle parole del commissario all’Economia Valdis Dombrovskis (nella foto): «La nostra valutazione è che il piano di bilancio italiano sia in linea con i requisiti del nuovo quadro di bilancio e accogliamo con favore anche gli sforzi delle autorità italiane per portare il deficit di bilancio al di sotto del 3% del Pil già quest’anno, in modo da poter uscire dalla procedura».

«Complessivamente – si legge infatti nella nota ufficiale – la Commissione è dell’opinione che la bozza di legge di bilancio adempia alla crescita massima della spesa netta indicata dalle raccomandazioni del Consiglio, in vista di porre fine alla situazione di deficit eccessivo».

«Per l’Italia – ha aggiunto Dombrovskis – è particolarmente rilevante lavorare su quelle riforme strutturali che promuovono la crescita in termini di sostegno da parte dei fondi Ue». Il riferimento è ad una «transizione verso un maggiore uso dei Fondi di coesione per sostenere il livello di investimenti pubblici».

Subito dopo arriva il commento, più che soddisfatto, del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «L’approvazione di Bruxelles ci conferma che siamo sulla buona strada, percorsa con responsabilità e serietà. Sul debito il tracciato è già definito, al netto degli effetti negativi di cassa del Superbonus edilizio. Per la crescita, che non ci soddisfa, noi faremo la nostra parte ma serve un quadro internazionale che tenga conto dei profondi cambiamenti a livello globale».

Mentre Roma esulta, restano invece in bilico altre nazioni. La Commissione ha preannunciato l’avvio di una procedura nei confronti della Finlandia, mentre ad alto rischio di violazione sono Malta e Olanda. La Germania la scampa solo grazie alla clausola di salvaguardia per le spese di difesa.

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