La guerra ibrida nei cieli dell’Europa sta dando i suoi poco desiderabili risultati. La Germania mette in campo una serie di novità per potenziare l’esercito. In Francia dal 12 gennaio 2026 sarà avviato il servizio militare volontario. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron, sottolineando che sarà svolto solo sul territorio nazionale. I candidati che supereranno la selezione riceveranno uno stipendio mensile di circa 800 euro lordi, esclusi i bonus, e beneficeranno di uno sconto del 75% sulle tariffe ferroviarie SNCF, vitto e alloggio saranno a carico dell’esercito.

Si parte quindi con le selezioni: la prima avverrà su quattro requisiti: cittadinanza francese, buone condizioni di salute, età compresa tra i 18 e i 25 anni e completamento della giornata di servizio nazionale (Journée Défense et Citoyenneté). Questa iniziativa fu avviata in seguito alla sospensione nel 1997 del servizio nazionale militare obbligatorio. La Giornata di Preparazione alla Difesa (JAPD), è poi divenuta Giornata della Difesa e della Cittadinanza (JDC) nel 2011, obbligatoria per uomini e donne, dai 16 ai 25 anni.

E in Italia? Il ministro della Difesa Guido Crosetto annuncia una proposta di legge per aumentare il numero di militari, seguendo l’esempio di Francia e Germania. Secondo Crosetto «va fatta una riflessione sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi perché, se la visione che noi abbiamo del futuro è una visione nella quale c’è minore sicurezza, una riflessione sul numero delle forze armate va fatta». Per questo annuncia che proporrà, prima in Consiglio dei ministro e poi in Parlamento, «una bozza di disegno di legge da discutere che garantisca la difesa del Paese nei prossimi anni e che non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole». Poi il Parlamento deciderà.

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