
Il presidente della Repubblica di Polonia Karol Nawrocki (nella foto), durante una conferenza all’Università Carlo di Praga, ha prospettato una sua personale visione politica dell’Unione Europea. «L’Ue è il nostro ambiente politico naturale – ha esordito – ma questa non è l’Unione dei nostri sogni».
42 anni, nativo di Danzica, Nawrocki quest’estate ha vinto le elezioni presidenziali e si è insediato lo scorso 6 agosto. Prima di essere scelto dal partito di estrema destra “Diritto e Giustizia” nel novembre del 2024 come candidato per le elezioni presidenziali polacche, era uno sconosciuto, anche se tutta la sua carriera di intellettuale si era già svolta all’ombra di Diritto e Giustizia. Durante la campagna elettorale ha acquisito notorietà e anche un certo carisma. Le sue parole sull’Europa acquistano quindi un certo peso.
«La Polonia – ha aggiunto il presidente polacco – ha diritto a un proprio modello di integrazione che preservi la sovranità nazionale». Nawrocki ha proposto il mantenimento del principio dell’unanimità in settori chiave e soprattutto la regola “un Paese – un commissario”, oltre al ritorno della presidenza del Consiglio europeo ai leader degli Stati membri, per restituire al ruolo un carattere politico e democratico. Ha poi criticato le spinte verso una Ue più centralizzata, che rischierebbero di privilegiare solo Germania e Francia.
Il presidente polacco ha suggerito inoltre di concentrare le competenze dell’Ue su sviluppo economico e demografia, evitando di regolamentare tutti gli aspetti della vita dei cittadini. Ha infine chiesto di non competere con la Nato in materia di sicurezza e di limitare i programmi militari centralizzati, ritenuti a favore delle industrie dei Paesi più grandi.





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