L’arresto di Federica Mogherini, personaggio idi peso delle istituzioni in quanto Alta rappresentante dell’UE, imbarazza non poco il PD. Su richiesta della Procura europea antifrode (Eppo) di Bruxelles, Mogherini è stata fermata per sospetto di frode ai danni dell’Unione Europea in merito ad una gara d’appalto indetta dal Servizio europeo per l’azione esterna (Seae). L’indagine della procura belga riguarda l’assegnazione dei fondi per la nuova Accademia diplomatica Ue: i magistrati ipotizzano che il Collegio d’Europa, la prestigiosa scuola di formazione per eurocrati a Bruges presieduta proprio dall’ex renziana Mogherini, conoscesse in anticipo i termini del bando per aggiudicarsi l’Accademia ed ottenere così i relativi fondi europei.  

Ma a scuotere i vertici del Partito Democratico sono anche le posizioni di altre due esponenti di primo piano del partito guidato da Elly Schlein. Si tratta di Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini, entrambe coinvolte dell’inchiesta giudiziaria relativa al Qatargate che potrò agli arresti l’ex europarlamentare PD Antonio Panzeri.

Fatidica la data di oggi, 3 dicembre, quando la Commissione Juri di Strasburgo dovrà esprimersi sulla revoca – o meno – dell’immunità parlamentare di Moretti e Gualmini.

Nella notte, intanto, Federica Mogherini, ma anche Stefano Sannino e Cesare Zegretti coinvolti nella medesima inchiesta, sono stati rilasciati perché «non ritenuti a rischio di fuga» dopo gli interrogatori condotti dalla polizia federale delle Fiandre occidentali. Le accuse riguardano a vario titolo frode negli appalti e corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Scontata, per tutti, la presunzione d’innocenza, fino a prova contraria.

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