Può sembrare un paradosso. Eppure, la Nuova strategia di sicurezza nazionale Usa pubblicata dalla Casa Bianca e firmata dal presidente Donald Trump non deve allarmare l’Unione Europea, ma piuttosto servire da monito per invertire la traiettoria verso il declino finora intrapresa.

E’ vero, il presidente Trump scrive che «se le tendenze attuali continueranno, l’Europa sarà irriconoscibile in vent’anni o meno», col rischio che «la sua civiltà venga cancellata». Ma come negare che con le attuali politiche europee sull’immigrazione, con le ossessioni sulla falsa “integrazione”, che addirittura anche quest’anno portano ad abolire il presepe in molte scuole e sedi pubbliche per non “disturbare” chi è di fede diversa, l’Europa stia rischiando di perdere, quanto meno, la propria identità?

Non saranno certo sconosciute al presidente USA le accuse pendenti sull’attuale numero uno della Commissione Europea in merito alle modalità con cui furono spesi fiumi di denaro pubblico durante la pandemia. Né tanto meno le critiche alle esasperate politiche green adottate dall’Unione sotto l’attuale presidenza, che mettono a rischio milioni di posti di lavoro nel settore dell’automotive, favorendo peraltro la Cina, principale avversario degli Stati Uniti ma anche primo produttore al mondo di batterie per auto elettriche.

Leggendo i commenti dei cittadini all’altolà impartito da Trump all’Europa, si nota il diffuso malessere che serpeggia tra le popolazioni dei 27 per una linea politica finora complessivamente improntata a vecchie ideologie di sinistra, incapaci di stare al passo coi tempi. E fa bene il governo Meloni a mantenere la barra dritta sull’interesse nazionale, in merito proprio a questioni come l’immigrazione o il controllo rigoroso dei conti pubblici. Tanto è vero che lo stesso Trump, nella medesima nota, non ha mancato di incoraggiare le nazioni europee a guida dei partiti di destra, come l’Italia.

La verità è che se l’Unione non sarà in grado di reggere il confronto con le attuali condizioni geopolitiche, alla fine dovremo dare ragione a Trump e perfino ad Elon Musk, quando arriva a chiedere lo scioglimento dell’UE ed il ritorno alla sovranità dei singoli Stati.

Per chi, come me e come gli autentici socialdemocratici, ha a cuore le sorti di un’Europa nata dal sogno di menti lungimiranti alla fine del secondo conflitto mondiale, l’avvertimento di Trump deve suonare come un monito salutare a cambiare la rotta, a rispondere alle richieste dei cittadini e delle imprese attraverso azioni concrete, improntate al bene comune e non a propaganda di partito, buona solo a mantenere poltrone e posizioni di potere.

RENATO D’ANDRIA

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