L’Europa adotta ufficialmente il “modello Albania”

C’è voluto del tempo, ma alla fine le politiche lungimiranti del governo italiano guidato da Giorgia Meloni diventano un modello per l’Unione Europea. Il Consiglio Ue Affari Interni ha dato via libera alla stretta sui rimpatri dei migranti irregolari. Il nuovo regolamento prevede anche la semplificazione e l’accelerazione delle procedure per i rimpatri e consente ai Paesi membri dell’Unione di istituire hub negli Stati terzi, come l’Italia ha già fatto in Albania.

La legge, che deve essere approvata dal Parlamento europeo prima di entrare in vigore, fa parte di uno sforzo complessivo per rendere più difficile l’ingresso in Europa dei migranti irregolari, ma anche per accelerarne l’uscita, dato che l’opinione pubblica e le nuove maggioranze politiche spingono per una linea più dura.

La nuova legislazione prevede conseguenze legali più severe se un rimpatriato non collabora con le autorità, ritirando i permessi di lavoro e imponendo persino sanzioni penali, tra cui la reclusione.

Lo stesso approccio si applicherà ai Paesi terzi che rifiutano di riammettere i propri cittadini, con possibili ripercussioni sulle relazioni bilaterali. Quest’anno, ad esempio, sono aumentate le tensioni tra Francia e Algeria a causa di quello che Parigi sosteneva essere un numero insolitamente basso di rimpatri.

«Siamo nel mezzo di un punto di svolta per la politica europea in materia di migrazione e asilo nel suo complesso. E oggi abbiamo raggiunto risultati su diversi temi, come i rimpatri», ha dichiarato il Commissario europeo agli Interni, Magnus Brunner, commentando l’accordo in Consiglio Ue. «Era uno dei pezzi mancanti nella politica europea di migrazione e asilo ed oggi lo abbiamo realizzato: regole rigorose per chi rappresenta una minaccia per la sicurezza e un rischio per la sicurezza pubblica in uno Stato membro dell’Unione europea». «Inoltre – ha aggiunto Brunner – con la legislazione adottata oggi mettiamo in ordine la nostra casa europea. Questo è importante, e ora tutto dipende dai prossimi passi. Ovviamente, la diplomazia migratoria ci vede impegnati con Paesi terzi».

Un dato su tutti più che mai eloquente sulla necessità di questo provvedimento: secondo un recente report della Commissione europea, finora solo il 20% degli ordini di rimpatrio viene eseguito.

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