Sta facendo discutere, in Europa ed oltre, il patto commerciale con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), che punta a creare un’area di libero scambio per 700 milioni di persone attraverso l’Atlantico. Francia, Ungheria, Polonia e Austria si oppongono all’accordo. Irlanda e Paesi Bassi, nonostante la passata opposizione, non hanno dichiarato ufficialmente la loro posizione. Il Belgio si asterrà e l’Italia non si è ancora espressa.

Grazie alle richieste di garanzie per gli agricoltori italiani avanzate a suo tempo dal nostro ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, la Commissione europea ha proposto una salvaguardia per monitorare le potenziali perturbazioni del mercato Ue dovute alle importazioni del Mercosur. E proprio oggi, martedì 16 dicembre, è il giorno in cui la misura, sostenuta dagli Stati membri, sarà votata dagli eurodeputati durante la sessione plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo.

Fermamente contraria si è detta la Coldiretti, la più grande associazione italiana di agricoltori: «Se il mercato dell’Ue sarà colpito da un’ondata di importazioni del Mercosur ci vorrà troppo tempo per attivare questa clausola di salvaguardia». Ricordiamo che l’Italia rimane il secondo esportatore dell’Ue verso i Paesi del Mercosur. Resta dunque il dilemma: da un lato le pressioni degli agricoltori e, sul versante opposto, quelle di Confindustria. «Molti settori industriali e parti del settore agricolo, come i produttori di vino e formaggio, avrebbero un chiaro e tangibile beneficio dall’accordo – ha dichiarato Lollobrigida giorni fa a Bruxelles – ma altri potrebbero essere penalizzati. E noi dal 2024 abbiamo cercato di proteggere tutti».

Resta il fatto che l’eventuale adozione del Mercosur richiede una maggioranza qualificata degli Stati membri dell’Ue e basterebbe solo il blocco di quattro Paesi, che rappresentano il 35 per cento della popolazione dell’Ue, per far deragliare la ratifica.

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