
il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sacharov 2025 al reporter bielorusso Andrzej Poczobut e alla georgiana Mzia Amaglobeli (nelle foto). Entrambi sono rinchiusi rispettivamente nelle prigioni di Minsk e di Tbilisi, scontano condanne che il Parlamento Ue aveva già definito «legate a motivi politici».
Dalla sede di ‘Esperienza Europa – David Sassoli’ di Roma, collegata con Strasburgo, è intervenuto su questo riconoscimento il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Difendere i diritti umani – ha detto Tajani – è una scelta politica e identitaria. L’umanesimo è parte della storia dell’Europa. E’ il rispetto per ogni persona. L’Europa è l’unico continente dove non c’è la pena di morte. Oggi vengono premiati due giornalisti che hanno difeso la libertà di stampa. Cercare di mettere il bavaglio alla stampa è una scelta che fanno i regimi illiberali, che non vogliono ascoltare voci diverse. Per noi è importante difendere il principio della pluralità».
«La scuola – ha inteso evidenziare il titolare della Farnesina – deve garantire la libertà, che è la parola chiave. La libertà nasce prima di qualsiasi istituzione. Nasciamo con i nostri diritti che devono essere difesi dallo Stato. Lo Stato non dev’essere un padrone, noi siamo padroni di noi sessi e i nostri diritti vengono prima. Giusto che il Parlamento Europeo, democraticamente eletto, abbia maggiori poteri. Dobbiamo mettere la persona al centro, le istituzioni sono al servizio del cittadino a cui devono dare risposte. Il premio Sacharov è un premio alla libertà. Due giornalisti che premiamo oggi sono in carcere. Pensiamo a ciò che succede in Russia e in altri Paesi, dove se non sei omologato finisci in galera. L’Europa deve difendere la libertà e il premio Sacharov rappresenta proprio questo, è simbolo dell’Europa, della democrazia e lo possiamo proporre agli altri. La democrazia deve avere la forza anche di respingere gli atti violenti, come quelli avvenuti in Australia. Il modello che abbiamo di società è fatto anche di valori, senza i quali la società non va avanti. Bisogna difendere ciò in cui si crede, difendere la propria libertà e quella degli altri».
Ai due giornalisti, cui è stata riconosciuta la «coraggiosa lotta per la libertà di espressione» nei rispettivi Paesi, sono state assegnate le targhe del più alto riconoscimento europeo per la difesa dei diritti umani.
«Sono orgogliosa che il premio quest’anno sia andato a due giornalisti in prigione per le loro idee, il Parlamento è solidale con Mzia e Andrzej e chiede la loro immediata liberazione, perché dire la verità al potere non deve mai essere un crimine», ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
«È un grande onore ricevere questo premio a nome di mio padre» ha infine sostenuto di fronte agli eurodeputati la figlia di Poczobut, sottolineando che da quasi cinque anni ormai la sua famiglia vive nel silenzio, nell’incertezza e nell’assenza di una persona cara.





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