
Sono fuorvianti ed etero-dirette le ricostruzioni riportate da alcuni social media sui motivi per cui migliaia di giovani sono scesi in piazza a protestare in Bulgaria. Tali ricostruzioni, che attribuiscono il malcontento all’imminente introduzione dell’euro, risulterebbero frutto di una disinformazione studiata ad arte da Mosca. La realtà, secondo fonti diplomatiche più autorevoli, è che a scendere in campo non sono i movimenti anti-europeisti e contro la moneta unica, perché i giovani bulgari protestano contro il diffondersi a macchia d’olio della corruzione nel Paese.
Resta il fatto che la settimana scorsa queste interpretazioni fasulle della protesta giovanile hanno contribuito alle dimissioni del primo ministro Rosen Zhelyazkov.
Non si tratta della prima crisi del Paese: con le dimissioni del governo Željazkov, la Bulgaria ha registrato il nono esecutivo caduto negli ultimi cinque anni, a conferma della persistente instabilità politica di Sofia.
Le manifestazioni non avevano dunque un carattere apertamente anti-europeo. La causa scatenante è stata la proposta di bilancio sull’aumento di tasse e contributi previdenziali per finanziare una maggiore spesa pubblica. La proposta è stata ritirata ma la protesta non si è fermata. A alimentare il malcontento è stata soprattutto la crescente indignazione per la corruzione percepita all’interno dell’élite politica e per il suo impatto sulle condizioni di vita dei cittadini, in particolare dei più giovani, che sono scesi in piazza per chiedere un sistema sanitario più efficiente e maggiori opportunità di lavoro.
Gran parte della rabbia dei manifestanti sembra essere diretta contro Boyko Borisov, ex primo ministro per tre volte tra il 2009 e il 2021 e leader del partito di centro-destra Gerb al governo, e contro Deylan Peevski, il cui partito Dps-Novo Nachalo ha garantito sostegno parlamentare alla precedente coalizione.
L’agenzia di stampa nazionale bulgara Bta ha riferito che la sera delle dimissioni di Zhelyazhov si è tenuta una grande manifestazione con lo slogan “Dimissioni! Peevski e Borisov fuori dal potere”.





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