«Una volta certificati i risultati, dovremmo costituire rapidamente il parlamento e poi formare immediatamente un nuovo governo. Non abbiamo tempo da perdere e dobbiamo procedere il più velocemente possibile, insieme». Dopo il voto del 28 dicembre scorso, il primo ministro del Kosovo Albin Kurti (nella foto) annuncia la vittoria delle elezioni legislative con il 49.3% dei voti.

A febbraio il suo partito Vetevendosje non aveva raggiunto la maggioranza, ma in questa tornata elettorale la sua formazione politica ha ottenuto quasi la metà dei voti: questo potrebbe significare la fine di uno stallo politico durato un anno, che ha causato numerosi problemi. Tanto per cominciare, il parlamento non è riuscito a votare la nuova legge di bilancio per il 2026 e sono rimaste bloccate misure importanti in materia di economia e giustizia.

Ma ad essere danneggiata è stata anchel’immagine internazionale del Kosovo, fino al punto che gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere il dialogo strategico con Pristina e l’Unione europea ha congelato l’erogazione di fondi per oltre 800 milioni di euro. Ferme anche le trattative con la Serbia che erano state avviate dall’UE: da settembre 2023 a Bruxelles non si è tenuto più alcun faccia a faccia di alto livello tra il primo ministro Albin Kurti e Aleksandar Vucic, presidente della Serbia.

Da sempre tenace attivista per l’indipendenza del Kosovo, Kurti è un sostenitore del progetto che prevede, attraverso il voto popolare, l’unificazione del Kosovo con l’Albania.

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