
Dopo aver dichiarato fin dalle primissime ore che «l’intervento Usa in Venezuela è legittimo», la premier Giorgia Meloni ha telefonato a Marìa Corina Machado, Premio Nobel per la pace e leader dell’opposizione venezuelana. Un leggero distinguo rispetto alla posizione di Donald Trump, che aveva definito Machado inadeguata a guidare il Paese perché priva di sufficiente sostegno da parte della popolazione. Segno dunque, questa telefonata, che pur con la necessaria cautela l’Italia sa mantenere fieramente le proprie posizioni, senza scontentare nessuno.
E’ stata un’analisi condivisa, quella fra le due leader: in Venezuela ora si potrà respirare un’aria nuova e si tornerà a godere dei «principi base della democrazia e dello Stato di diritto». Il colloquio telefonico testimonia la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano e l’attenzione per gli sviluppi del caso, che Palazzo Chigi osserva attentamente, fino alle prossime le mosse Usa.
Nelle stesse ore è arrivata la posizione del vicepremier Matteo Salvini: più che una critica, suona come un appello. In un post su Instagram, Salvini scrive che «nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo». Ma, detto questo, «la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro». Infine Salvini cita le parole «illuminanti» del Papa e chiede di «garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto».
E’ attesa intanto per domani, salvo slittamenti, l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera richiesta dalle opposizioni. «Bisogna lavorare per una transizione democratica – ha anticipato il ministro in un’intervista di qualche ora fa – abbiamo sempre condannato i crimini di Maduro e senza di lui il Venezuela è più libero». Ma, soprattutto, l’Italia è al lavoro per liberare i prigionieri italiani nelle carceri venezuelane: «dobbiamo lavorare per garantire i nostri connazionali e stiamo tentando ‘il possibile e l’impossibile per la liberazione di Alberto Trentini, ultimo degli italiani arrestati», ha concluso Tajani.





Rispondi